Marco Marsilio: 'Uno spiraglio dai dati sull'emergenza Covid 19'

Secondo la Regione Abruzzo le misure adottate stanno funzionando e va mantenuto il lockdown
31 marzo 2020

L'AQUILA - «I dati dei nuovi contagi degli ultimi due giorni mostrano uno spiraglio di speranza. Da quasi quindici giorni non si registravano due giorni consecutivi sotto i 60 casi. Anche il dato complessivo al 31 marzo (1401) rispetto alle previsioni del modello matematico è incoraggiante», lo ha detto il presidente della Giunta regionale Marco Marsilio. «Gli analisti, infatti, avevano ipotizzato uno scenario che al 31 marzo prevedeva una curva mediana (tra un minimo di 1200 e un massimo di 1900) di 1500 contagi – ha osservato Marsilio - Aver fatto ‘il giro di boa’ un po' al di sotto della curva mediana potrebbe indicare una capacità di tenere sotto controllo l'andamento epidemiologico e l'inizio di una possibile inversione di tendenza. Le misure stringenti di contenimento sembrano quindi dare i primi risultati. Anche per questa ragione ho dato il parere positivo della Regione Abruzzo, in Conferenza delle Regioni, alla proroga di tali misure: non è questo il momento di mollare. Se i prossimi giorni confermeranno una minore pressione sugli ospedali da parte di pazienti sintomatici – ha concluso - sarà più facile orientare gli sforzi per fare tamponi su categorie a rischio e pazienti in quarantena in sorveglianza sanitaria»

POSTI LETTO TERAPIA INTENSIVA DISPONIBILI.  In Abruzzo "non c'è ancora un quadro che possa presagire un collasso del sistema. Ad oggi, complessivamente nelle quattro Asl, risultano disponibili 276 posti letto tra rianimazione, malattie infettive, pneumologia e medicina", mentre quasi 800 pazienti positivi si trovano in isolamento domiciliare e non sono ricoverati in ospedale. Capienza di posti letto, accordi con sanità privata, trattamento precoce dei pazienti Covid 19 sono i temi affrontati dall'assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, con la redazione di "Sos Coronavirus". Le Asl, anche se in maniera disomogenea, hanno provveduto a dar seguito al piano operativo per fronteggiare il Covid 19, con l'attivazione di 59 posti letto in più: prima dell'emergenza i posti letto di rianimazione erano 69. Pertanto il quadro fornito da Verì è il seguente: per le malattie infettive con isolamento semplice ai 17 posti in pre-emergenza se ne sono aggiunti 150. Per le malattie infettive con isolamento a pressione negativa, accanto ai 62 iniziali ne sono stati allestiti ulteriori 35. Di pneumologia, ai 36 posti iniziali se ne aggiungono 65 in più. Per la medicina, ai 322 se ne sommano altri 189 attivati per l'emergenza. "Possiamo dire, dunque, che quanto previsto è stato attivato". 

 

CLINICHE PRIVATE. Il piano della Giunta regionale per l'emergenza Covid 19 prevede un ulteriore "incremento dei posti letto con una distribuzione omogenea sul territorio tra pubblico e privato", come puntualizza l'assessore alla Salute, Nicoletta Verì, alla redazione di "Sos Coronavirus". "Lo scorso fine settimana ci sono stati una serie di incontri con i titolari delle case di cura - spiega - durante i quali le cliniche hanno dato la loro disponibilità a mettere in rete posti letto per i pazienti Covid, definendo un livello di intensità per la terapia intensiva e sub intensiva. Ovviamente le disponibilità sono diverse, perché legate ai requisiti strutturali e di sicurezza per la presa in carico dei pazienti. E' stata anche condivisa una bozza di contratto che dovrà ora essere sottoscritta". 

 

CURE DOMICILIARI COVID. Nuovi servizi sul territorio sono pronti a partire, alleggerendo così i carichi di lavoro dei medici di medicina generale, fin dall'inizio in prima linea nell'affrontare l'epidemia. L'assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, ha anticipato alla redazione di "Sos Coronavurus" che si sta esplorando anche in Abruzzo il trattamento domiciliare precoce per non pressare gli ospedali: "Già da giorni è stata firmata l'ordinanza del presidente Marsilio che prevede l'istituzione delle Usca, le unità speciali di continuità assistenziale. Le Asl stanno concludendo l'organizzazione delle Usca, che dovranno occuparsi della gestione domiciliare dei pazienti affetti da Covid-19, che non necessitano di ricovero ospedaliero". 

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