Mazzini: affidato l'incarico a Colangelo, nuovo primario di chirurgia. Per vascolare si decide il 17

Chiusa la procedura di concorso, il nuovo direttore arriva a fine anno quando scadrà la reggenza di Brucchi
02 dicembre 2018

TERAMO - Si sblocca, con l’affidamento dell’incarico al primario, una delle procedure concorsuali che più ha impegnato l’azienda sanitaria teramana negli ultimi mesi, quella relativa alla all’Unità operativa complessa di chirurgia generale. Una procedura bandita lo scorso anno, al quale avevano partecipato 14 medici ammessi, e che aveva portato, nel giugno scorso, anche alla nomina di un altro medico, poi rettificata per un errore nella procedura. Oggi il conferimento dell’incarico formale al nuovo responsabile cade sulla persona di Ettore Colangelo, che dovrebbe assumere l’incarico di responsabile a fine anno, quando scadrà la reggenza del dottor Maurizio Brucchi, nominato facente funzioni fino al 31 dicembre. Colangelo arriva da Pescara, dove dirige Chirurgia 1 dal 2011. Aquilano di origini, 56 anni, ha coordinato la chirurgia d’urgenza e la chirurgia epato-bilio-pancreatica nello stesso nosocomio adriatico. La scelta del primario pescarese è stato motivata con la similitudine tra i reparti dove è maturata l’esperienza di Colangelo e quello in cui va a ricoprire il nuovo incarico. Può cioè giovarsi, ha scritto il direttore generale Fagnano, di una particolare conoscenza delle attività, delle dinamiche e dei processi tipici di una Unità operativa complessa di chirurgia generale di un ospedale di primo livello, rispetto a chi ha maturato ruoli, anche in ambito universitario che, sebbene importanti, si riferiscono ad una attività svolta in un servizio di un presidio destinato all’emergenza-urgenza. Capacità gestionali e organizzative proprie del primario pescarese, maturate in tanti anni di direzione di reparto, ne fanno il direttore cercato. La motivazione ulteriore della scelta era stata necessaria perché in un primo momento per un errore formale era stato indicato come vincitore di concorso Marco Catani, specialista in chirurgia generale e vascolare, dal 2006 responsabile del Blocco operatorio del Dea II, Dipartimento di emergenza e accettazione del Policlinico Umberto I di Roma, nonché vicedirettore dello stesso Dipartimento. Non è escluso il rischio di un ricorso contro la nomina di Colangelo, proprio di Catani, che nelle scorse settimane aveva chiesto chiarimenti e diffidato la direzione generale.
Da una chirurgia all’altra. Si avvia a conclusione anche la difficile procedura per il concorso a primario della vascolare: la nomina di Filippo Gianfelice era stata sospesa dalla direzione generale della Asl dopo l’accesso agli atti avviato dal medico finito al secondo posto della terna da cui era stato prescelto Gianfelice, Walter Donato Di Nardo. Di Nardo, che con Antonio Villani, altro medico con cui si era alternato nella reggenza del reparto chirurgico, componeva la graduatoria finale per la nomina, aveva contestato la casistica operatoria allegata alla domanda. La commissione di concorso della Asl ha riesaminato tutta la casistica proposta, fissando le proprie conclusioni che sono state inviate all’ufficio personale dell’azienda e che tornerà alla valutazione finale della commissione nella seduta convocata per il prossimo 17 dicembre. Sarà in quella sede che sarà sciolto definitivamente il nodo su quale sia la terna di medici dalla quale, poi, il direttore generale Roberto Fagnano esprimerà il suo parere conclusivo.
Una terza chance invece l’azienda sanitaria se la concede nella ricerca di due medici radiologi interventisti. Per ben due volte il concorso bandito non è andato a buon fine, uno per mancanza di domande, l’altro per inidoneità di chi l’aveva presentata. Dopo l’arrivo del nuovo direttore, la dottoressa Nevia Caputo, resta l’emergenza sulla carenza di specialisti in un settore dove la Asl ha investito molto. Proprio questa carenza, come motivato dall’azienda, ha spinto alla proroga fino al 31 dicembre della convenzione con la neurochirurgia dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila per il trattamento endovascolare delle patologie tempo-dipendenti come l’ictus in emergenza.

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