Morto dopo 5 ore al pronto soccorso: l'autopsia non chiarisce e gli indagati aumentano

La procura teramana ha aperto un fascicolo: iscritti nel registro 4 medici e un infermiere
11 febbraio 2014

TERAMO - Saranno gli esami istologici, forse, a dare una risposta definitiva sulle cause del decesso di Domenico Evangelista, 73 anni, imprenditore edile in pensione di Poggio Umbricchio di Crognaleto è morto in un corridoio del pronto soccorso dell'ospedale di Teramo, dopo 5 ore di attesa di una visita. E' quanto si è appreso al termine dell'autopsia, effettuata nel pomeriggio all'obitorio del Mazzini dall'anatomo-patologo Cristian D'Ovidio, nominati dal pm Luca Sciarretta, che sulla vicenda ha aperto un'inchiesta. L'esame medico legale non è riuscito a chiarire al momento la causa della morte, anche se non si esclude uno scompenso acuto di cuore. I due consulenti della procura si sono riservati tre mesi di tempo per fornire le risposte ai quesiti del magistrato. Intanto nell'indagine aumenta il numero degli iscritti nel registro degli indagati: sono cinque dipendenti della Asl, quattro medici e un infermiere, ovvero quel personale che era in servizio nei due turni, pomeridiano e serale, quando il paziente è stato registrato al pronto soccorso. Il pensionato era arrivato in ospedale, accompagnato dai nipoti, nel pomeriggio di venerdì, alle 19.30, accusando dolori addominali e renali. Al triage l'infermiere gli aveva assegnato un "codice giallo", medio-alta gravità, terzo grado, su una scala di quattro valori e sistemato in attesa su una barella nell'anticamera delle sale di urgenza. Poco prima di mezzanotte, quando è arrivato il suo turno di visita, il personale del pronto soccorso si è accorto che era privo di vita: il massaggio cardiaco è stato inutile.

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