Nessun rinvio per l'asta sulle quote private TeAm: mercoledì la partecipata potrebbe avere un nuovo socio

La proposta di concordato fallimentare al tribunale di Venezia sarà valutata successivamente all'aggiudicazione del 49% della Enertech
13 aprile 2019
TERAMO - L’asta per le quote private della Teramo Ambiente si farà regolarmente. Niente sospensioni, ‘congelamenti’ o rinvii per la procedura competitiva, bandita dal curatore del fallimento Enertech al tribunale di Venezia, Marco Basaglia: tutto resta come da procedura, nonostante la presentazione, lo scorso 26 marzo, al giudice fallimentare Martina Gasparini, di una proposta di concordato fallimentare sull’intera massa, attiva e passiva, della società dichiarata fallita il 5 maggio 2016. La notizia sarà accolta con soddisfazione soprattutto dai dipendenti della partecipata, che negli ultimi giorni hanno manifestato la propria preoccupazione per la situazione ‘incandescente’ creatasi tra la governance e l’amministrazione comunale, con la TeAm sballottata tra tagli economici, sfiducie manageriali e orizzonti grigi.
Sulla proposta avanzata dall’imprenditore teramano Franco Iachini, di acquisire il 49 per cento del capitale sociale, e che costituisce base d’asta, di giorno in giorno si sono aggiunti giudizi favorevoli: l’ingresso di forze fresche in società e la possibilità di valutare un piano industriale che rilanci la TeAm, sono stati giudicati un pò da tutti quali elementi in grado di dare una svolta a una situazione precaria. Non solo sul piano economico finanziario ma soprattutto operativo. Al contrario, era stato lo stesso sindaco Gianguido D’Alberto a dirsi preoccupato, all’indomani della proposta di concordato fallimentare, circa un allungamento dei tempi che questa novità avrebbe potuto comportare.
Se l’asta si farà regolarmente, può darsi che il giudice delegato e il curatore fallimentare non abbiano ritenuto congrua la proposta alternativa. Si procede per supposizioni, ovviamente, non avendo la possibilità di conoscere atti e documentazioni relative. Tuttavia, essendo concreta la possibilità che l’una procedura annullasse l’altra, è plausibile l’ipotesi che il piano di concordato fallimentare così come prospettato non abbia trovato la condivisione negli uffici del tribunale veneziano. O, quantomeno, è possibile che sugli aspetti di dettaglio del piano, a cominciare dagli scenari di soddisfazione dei creditori, quanto dalle garanzie, sia necessario un doveroso approfondimento. Probabilmente, a poco meno di 20 giorni dalla scadenza dell’asta, al tribunale fallimentare non se la sono sentita di scartare una proposta concreta di acquisto che, se rimanesse tale all’originaria, cioè senza asta e rilanci, porterebbe nelle casse del fallimento almeno 1,2 milioni di euro. Ciò potrebbe non impedire alla società che ambisce a gestire il concordato, di insistere nella proposta e discuterne con il giudice. E’ ovvio, però, che a quel punto potrebbe non essere più una questione che coinvolge la TeAm, a quote già aggiudicate.
Insomma, la possibilità che non si debba fare i conti con tempi lunghi per affrontare la soluzione della crisi Teramo ambiente, adesso torna molto concreta. Entro il 16 aprile chi vorrà partecipare all’asta della quota privata dovrà presentare l’offerta e il 17 nello studio del curatore fallimentare Marco Basaglia, saranno aperte le buste. Per sapere se la TeAm avrà. Il nuovo socio privato bisognerà per attendere il successivo gradimento del comune di Teramo, che potrebbe rivelarsi una pura formalità ma da esprimere comunque entro il 17 maggio
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