Nuovo ospedale, la Asl avvia la verifica sul project financing della Pizzarotti

Confermata l'esistenza della proposta per costruire del gruppo parmigiano: l'azienda ha 3 mesi, poi potrebbe far partire la gara d'appalto
05 maggio 2019

TERAMO - La Asl di Teramo ha avviato l'iter per la verifica della fattibilità della proposta di project financing per la costruzione del nuovo ospedale di Piano d'Accio, presentata, come avevamo anticipato lo scorso 9 aprile, dal pool di imprese capeggiate dalla Pizzarotti di Modena. Spetterà a un gruppo di lavoro interno coordinato dal direttore amministrativo Maurizio Di Giosia, che fungerà probailmente, successivamente, anche da Responsabile unico del procedimento, approfondire gli aspetti tecnico-giuridici ed economici del project, prodromici all'eventuale validazione del progetto e dell'avvio della gara d'appalto. 
Come anticipato, tra le tante manifestazioni di interesse giunte alla direzione generale, quella della Pizzarotti è stata l'unica che risponde ai criteri previsti dal Codice degli appalti del 2016, che all'articolo 183 comma 15. Contiene cioè un progetto di fattibilità, una bozza di convenzione, uno piano economico-finanziario asseverato e la specificazione delle caratteristiche del servizio e della gestione. All'azienda sanitaria questa stessa normativa impone di valutarne la fattibilità nel termine massimo di tre mesi. Su impulso del direttore generale Roberto Fagnano, che si sta spendendo da tempo per arrivare alla posa della prima pietra della nuova struttura, la Asl oltre che portare avanti la valutazione del project sta compiendo i passaggi necessari per arrivare all'approvigionamento economico. E' noto infatti che l'operazione nuovo ospedale comporta un esborso di circa 250 milioni di euro per un nosocomio da 600 posti letto, da realizzarsi in circa 4 anni. La Asl è destinataria di un finanziamento di circa 82 milioni di euro già 'prenotati'. presso la conferenza Stato-Regioni e che sta percorrendo l'iter previsto. E' però parte del necessario. A questi potrebbero aggiungersi altri 35 milioni di euro di dotazione fondi strutturali per la sanità, ma il resto andrà coperto, oltre la quota privata, da una operazione tipo 'mutuo' da sostenere, annualmente, con una porzione della spesa corrente.

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