Pari opportunità, 30 anni celebrati con un open day ospedaliero per tutte le donne

Due iniziative il 7 e 8 marzo per esaltare il mondo al femminile e le tante battaglie civiche vinte da una delle prime Commissioni istituire in Italia
02 marzo 2018

TERAMO - La Asl di Teramo, la Provincia e la Commissione provinciale Pari Opportunità hanno deciso di “festeggiare” insieme l'8 marzo con due iniziative che sfuggono alla retorica della Festa della Donna all'insegna dell'informazione-formazione sulla rete dei servizi pubblici dedicata all’universo femminile e della riflessione sulle Politiche di Pari Opportunità a 30 anni dall'istituzione della Commissione Provinciale, la prima in Abruzzo, fra le prime in Italia.

Accoglienza, sostegno, servizi, la Asl di Teramo, la Provincia e la Commissione provinciale Pari Opportunità si preparano a celebrare la Festa della Donna con una serie di iniziative che ha come obiettivo quello di trasmettere l’esistenza di una “rete” istituzionale per le donne perché, come ha sottolineato questa mattina in conferenza stampa da Renzo Di Sabatino: «Con questi appuntamenti aumentiamo l’informazione ma con la rete aumentiamo la protezione e anche i fatti di cronaca degli ultimi giorni dimostrano che ci sono criticità da superare».

Due gli appuntamenti in programma: «Si comincia il 7 marzo quando nella sala consiliare della Provincia si ritroveranno le presidenti e le componenti delle nove Commissioni pari opportunità della Provincia, primo ente in Abruzzo e fra i primi in Italia, ad istituirla nel 1987. In questi trent’anni, da Teramo, sono state condotte battaglie importanti: uguaglianza salariale, congedo di maternità, molestie sui luoghi di lavoro, la legge per garantire le quote rosa  nelle liste elettorali e la rappresentanza di genere nelle Amministrazioni pubbliche, il femminicidio, la costruzione della rete antiviolenza, l’istituzione del Centro antiviolenza e della casa di accoglienza “Maya”. L’ultima scommessa, in ordine di tempo, quella che ci vede impegnate a far rispettare la legge Golfo sulla rappresentanza di genere nei Consigli di amministrazione delle partecipate pubbliche. In provincia ne abbiamo contate almeno una trentina, gli abbiamo scritto  chiedendo a quelle che non lo sono di mettersi in regola e di nominare le donne nei cda” ha spiegato la presidente della CPO, Tania Bonnici Castelli. All’incontro partecipa anche Lea Melandri, giornalista, scrittrice, femminista della prima ora, oggi presidente della Libera Università delle Donne di Milano.

L’8 marzo, alla sala Polifunzionale, ci si ritrova per parlare della rete dei servizi dedicata alla cura e all’assistenza delle donne gestita da Asl e Provincia: «Finalmente c’è una rete – ha dichiarato Anna Marcozzi che dirige il Dipartimento materno-infantile della Asl – questo è il messaggio forte perché serve a far sentire più protette le donne e a convincerle e rivolgersi alle istituzioni quando ne hanno bisogno. Prendere in carico le donne non significa solo prendere in carico la malattia ma occuparsi anche di aspetti psicologici, sociali e familiari. La Asl di Teramo da questo punto di vista ha mostrato grande attenzione con una serie di servizi dedicati: dai reparti di ostetricia e ginecologia che sono entrati a far parte del network Bollini Rosa, alla Medicina di genere al Codice Rosa del pronto soccorso. L’8 marzo i reparti di Teramo e Sant’Omero saranno aperti tutto il giorno, un open day che consentirà alle donne di accedere gratuitamente e senza impegnativa ad una serie di servizi clinico-diagnostici con un focus speciale sui fibromi uterini. Il convegno del pomeriggio servirà a dare un’ampia informativa sia ai professionisti della salute e del sociale sia ai cittadini».

«Da quando abbiamo deciso di gestire in proprio il Centro antiviolenza la Fenice migliorando, nel contempo,  condizioni di accesso a Casa Maya, la risposta delle donne è stata forte e importante: non dimentichiamo che in Abruzzo ci sono solo due case di accoglienza per donne maltrattate e che da noi arrivano anche donne di altre provincie. Il nostro impegno è quello di rafforzare la rete antiviolenza che esiste e che, non dimentichiamolo, è molto ampia: dalla Procura alla Prefettura, dalle Forze dell’Ordine ai servizi sociali dei Comuni, dalla Asl fino alle associazioni di volontariato. Una rete che va continuamente monitorata per valorizzare quello che funziona e anche per esaminarne le criticità e aggiustare il tiro quando ce n’è bisogno. I fatti di Latina testimoniano che non sempre tutto funziona come dovrebbe e solo una stretta collaborazione fra tutti gli attori della filiera può invertire i dati, ancora troppo drammatici, sul femminicidio e sulla violenza di genere”: queste le parole della consigliera provinciale delegata alle Pari Opportunità, Federica Vasanella.

Piena soddisfazione è stata espressa dal manager della Asl, Roberto Fagnano per questa “rinnovata collaborazione istituzionale che farà molto bene alle donne, da parte nostra c’è un importante impegno sui servizi, impegno che in questi anni ha dato risultati importanti come il Premio Bollino Rosa che ci ha consentito di aderire al progetto del Ministero e di poter offrire gratuitamente alla popolazione femminile una serie di servizi in maniera del tutto gratuita”.

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