Pascal-Comi-Forti: Di Bonaventura chiede scusa agli studenti, la Marroni provoca: «Polo tecnico alla Cona» FOTO VIDEO

Confronto in assemblea nella scuola in autogestione contro l'ipotesi di trasferimento in via San Marino. Il presidente: «Promuoviamo il prodotto Pascal»
03 dicembre 2018

TERAMO - Alla fine è stata una gara attraverso l'applausometro, tra il presidente della Provincia di Teramo, Diego Di Bonaventura, e l'assessore alla pubblica istruzione, nonchè vicesindaco, Maria Cristina Marroni. La platea 'votante' era quella del Pascal-Comi-Forti, in autogesione da merceoldì per segnalare la contrarietà all'ipotesi di trasferimento fatta dalla stessa Provincia, nel plesso di via San Marino in data da destinare. Nell'auditorium del Forti, alla Cona, c'erano tanti studenti e il confronto che è nato spontaneamente tra gli amministratori, è stata anche curioso e interessante. A botte di proposte contrapposte, ma tutte sintonizzate sul filo comune del 'no al trasferimento'. Di Bonventura si è scusato, da ex allievo del Pascal dell'ambiguità della proposta, ribadendo che l'inserimento nel tssuto sociale del quartiere Cona non si tocca, ma secondo la vicesindaco Marroni senza dire fino in fondo la verità agli studenti: e allora ha preso la parola per spiegare l'obietivo dell'emendamento al piano di dimensionamento scolastico di cui è stata propositrice a nome del Comunedi Teramo, lanciando la proposta provocatoria (ma fino a un certo punto) di individuare il polo tecnico non in via San Marino, bensì proprio al Pascal-Comi-Forti alla Cona. Magari spostandoci anche il liceo Milli che però con il polo tecnico poco ci azzecca e proprio in questo nuovo piano di dimensionamento potrebbe avere riconquistato l'autonomia.
 
Al termine gli studenti hanno deciso di sospendere l’autogestione in attesa dell’incontro del 18 dicembre proposto da Di Bonaventura. Di Bonaventura ha proposto di diventare insieme, lui e gli studenti, «rappresentanti di commercio, per promuovere tutti insieme le iscrizioni al Pascal sottodimensionato e raggiungere cioè quella fatidica quota 600 utile per non essere accorpati.

«Su Teramo - ha ricordato il presidente Di Bonaventura - abbiamo decine di milioni di investimenti sulle strutture scolastiche, finanziamenti che in diverse forme sono riconducibili al post terremoto: 5 milioni solo al Pascal, 7 milioni al professionale di via San Marino, 6 milioni 350 allo Scientifico Einstein, 4 milioni e 900 mila euro per l’Artistico, 2 milioni e 900 mila euro per l’ala più recente del Comi. Non avremo un problema di spazi ma di riorganizzazione. E’ chiaro che si tratta di interventi che non hanno tempi brevi di realizzazione, abbiamo la possibilità di riflettere e ragionare considerando le dinamiche complessive, didattiche, sociali, urbanistiche che questi investimenti comportano. Dobbiamo crederci a partire dal fatto che questo Istituto può ritrovare i numeri per l’autonomia. E questo è un aspetto che dobbiamo risolvere  – ha spiegato il Presidente – le nostre proposte saranno forti se riusciamo a fare un sintesi. Una cosa è certa tutto avverrà con un percorso meno concitato di quello degli ultimi giorni e ogni scelta sarà presa insieme”.

In ogni caso il Piano di Dimensionamento scolastico, sulla base di un emendamento presentato dal Comune di Teramo e approvato all’unanimità, prevede il congelamento di ogni scelta e propone di continuare con la reggenza proprio in considerazione della necessità di una nuova programmazione sulla base dei numerosi investimenti post terremoto.

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