Per mettere a posto i cimiteri servono 12 milioni di euro e tempi lunghi. Parenti in visita accompagnati dalla Protezione civile FOTO

Il sindaco tra le tombe di Cartecchio assieme agli altri amministratori e il presidente della TeAm fa il punto della situazione sul recupero delle strutture
03 novembre 2018

TERAMO - Per risolvere la drammaticità delle condizioni dei cimiteri servono 12 milioni di euro: 10,5 per quello di Cartecchio, il resto per i campisanti delle frazioni. Il Comune non ne ha (basti pensare che nel capitolo per i frazionali ci sono a disposizione nemmeno 200mila euro) e dunque ha chiesto il finanziamento nei fondi all'Ufficio speciale per la ricostruzione: Fino ad oggi non sono state previste somme per le stutture cimiteriali, peralto in alcune zone del centro Italia addirittura rase al suolo dal terremoto. Il giro effettuato per i padiglioni del cimitero di Cartecchio, con occhio più attento al particolare, ha messo in luce situazioni di vero degrado e di rischio assoluto in alcuni casi. E' difficile per chiunque, amministrazione compresa, pensare quando questa situazione si risolverà, se si risolverà. Con il sindaco (accompagnato dall'assessore Valdo Di Bonaventura) c'era anche il presidente della Teramo Ambiente, Pietro Bozzelli, con il quale è stato affrontato questo aspetto, che comunque, al di là del terremoto, coinvolge valutazioni sulle manutenzioni in generale: il sindaco ha promesso una verifica dei fondi relativi ad essa sui bilanci del passato, per capire quanti soldi sono a disposizione e da poter recuperare.
Questa mattina è intanto cominciata la due giorni di visite assistite nei padiglioni inagibili. Oltre 150 persone si sono prenotate per accedere con la protezione civile alle tombe inagibili, circa 850 delle circa 1.500 'blindate' di sistemi di sicurezza che ne impediscono l'accesso. Comune e TeAm hanno infatti permesso - per pochi minuti ogni gruppo - di entrare nei primi due padiglioni del monumentale (1 e 2), vale a dire quelli subito a destra e a sinistra del cancello d’ingresso, e alle cappelle porticate dei settori 2 e 5.
Da questa matina alle 9 e fino alle 16.30 per due giorni, oggi e domani (con pausa dalle 12 alle 14.30), i voontari di quattro associazioni di protezione civile (Cives, Associazione alpini, Gran Sasso d’Italia e Croce Rossa Italiana di Teramo) attraverso i varchi contrassegnati da altrettanti gazebo permettono, dopo aver indossato sottocaschi ed elmetti di sicurezza e a gruppi di quatto persone massimo, di avvicinarsi alle tombe dei parenti, accompagnati in sicurezza da personale di Protezione civile. Dieci minuti, non di più, per un raccoglimento di preghiera, senza la possibilità di posare fiori o altro, nemmeno spolverare la lapide. 

Voto medio (0 voti; 0)
Vota:
counter