Piazzetta del Sole, la riqualificazione del quartiere riparte dal successo di Lectus e dalle idee dei residenti

L'assemblea del Comitato di Santa Maria a Bitetto ha elaborato una serie di iniziative tese a ripopolare l'agorà che domenica ha accolto il bel pubblico della maratona di letture
09 ottobre 2017

TERAMO - Il colpo d'occhio offerto da Piazzetta del Sole per l'appuntamento conclusivo di Lectus ha dato modo di individuare, concretamente e senza proclami, quale potenziale binario seguire per riportare Piazzetta del Sole alla sua dignità di agorà aggregativa nel centro storico. Perchè se è vero che le istituzioni promettono impegno sotto il profilo di un rafforzato servizio di controllo e prevenzione, se il Comune si impegna a pensare una diversa logistica dei pali della luce o delle telecamere di videosorveglianza - dei quali ancora non si vede nemmeno l'idea progettuale -, se la Teramo Ambiente garantirebbe maggior attenzione al decoro e alla pulizia, è sulle spalle dei residenti che sembra pesare il fardello di una riqualificazione immediata. E allora, le idee venute fuori dall'assemblea di quartiere dei giorni scorsi, hanno trovato conferma di bontà intanto da Lectus, che ha richiamato residenti e non a riempire a piazzetta e recuperarla alla sua corretta fruizione.
Su questa falsariga, il Comitato di quartiere di santa Maria a Bitetto, riunito sotto la presidenza di Maria De Bonolis ha individuato in una serie di manifestazioni la strategia per riappropriarsi dello spiazzo. "Libriamoci", manifestazione organizzata e promossa dall'Istituto Comprensivo Savini-San Giorgio-San Giuseppe, dal 22 al 28 ottobre, San Martino in Piazzetta (prevista per l'11 novembre) e una serie di giornate ecologiche, vorranno essere catalizzatore di nuovi interessi attorno a questo prezioso luogo d'incontro della città. Nello stesso tempo, queste iniziative dei residenti devono essere monito, alle istituzioni, a mettere analogo impegno nel tenere alta l'attenzione su piazzetta del Sole e non dimenticare che essa è il crocevia di un intero quartiere dove la vetustà degli edifici e lo spopolamento post sisma, assieme all'incuria e all'inciviltà, hanno trasformato numerosi angoli ricettacoli di rifiuti e squallido esempio di colpevole degrado.

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