Piste ciclopedonali per riqualificare i fiumi

E' la proposta emersa dal recente convegno organizzato dall'Mpa
01 agosto 2010
TERAMO - Ripulire i fiumi mettendoli in sicurezza a costo zero per leamministrazioni pubbliche. Come? Coinvolgendo i privati nelle operazioni di raccolta dei detriti, che ne guadagnerebbero dall'utilizzo della ghiaia raccolta. In questo modo si potrebbero creare progetti di riqualificazione delle aree circostanti i corsi d'acqua, con la realizzazione di piste ciclopedonali attrezzate con tanto di choschi e noleggio bici. E' il progetto pilota sulla salvaguardia e tutela dei fiumi regionali, in collaborazione trta Provincia, Regione, associazione dei cavatori e ambientaliste, illustrato e proposto nel recente convegno “Fiumi: problemi e soluzioni" organizzato a Teramo dalla segreteria provinciale dell'Mp, a cui hanno partecipato l'assessore comunale di Teramo Giorgio D'Ignazio, quello provinciale Elicio Romandini, il vicepresidente del consiglio regionale, Giorgio De Matteis, il responsabile provinciale Mpa Guido De CAroli, rappresentanti dei cavatori e del Wwf. Il progetto ha come scopo principale la pulizia dei fiumi per liberarli dai detriti che ne provocano l'innalzamento, con la contestuale rivitalizzazione degli spazi limitrofi.Coinvolgere i privati nei lavori, con il beneficio della ghiaia raccolta, eviterebbe anche il proliferare di cave o di disariche abusive a cielo aperto. Per far ciò è stata avanzata anche la proposta di una legge regionale ad hoc: «Grazie al federalismo demaniale - ha detto De Carolis - le Regioni potranno legiferare su questa materia, sarà importante anche istituire delle commissioni a cui parteciperanno le associazioni ambientaliste perché il prelievo di materiale dai fiumi ovviamente sarà controllato e bilanciato». De Matteis ha quindi proposto di “partire dal basso”, ossia di  discutere il progetto, prima ancora che nell’apposita commissione regionale, all’interno di tavoli di lavoro, coordinati dalla Provincia di Teramo, aperti alle amministrazioni locali, ma anche ai cavatori e alle associazioni ambientaliste. «Si tratta – ha spiegato De Matteis – di un progetto interessante ma anche molto complesso, che deve prendere in esame una serie di importanti variabili, è quindi necessario, prima di stilare un progetto di legge, che si riescano a capire e sviscerare tutte le motivazioni e gli interessi reciproci,in modo da arrivare ad una legge condivisa». L’assessore comunale Giorgio D’Ignazio ha dato l’assenso da parte del Comune di Teramo all’iniziativa, ricordando il progetto dell’anello verde del parco fluviale e quello per la realizzazione, in collaborazione con la Provincia, di piste ciclabili che arrivino fino al mare.
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