Podemos: «Il Comune si schieri contro il disegno di legge Pillon»

Il capogruppo Core presenta un ordine del giorno contro l'iniziativa voluta dalla Lega
15 febbraio 2019

TERAMO - Il Comune di Teramo torni a far sentire la sua voce contro il disegno di legge Pillon. Lo chiede il capogruppo di Podemos nella maggioranza in Consiglio comunale, Andrea Core, che ha depositato un ordine dei giorno che Sindaco e Giunta ad esprimere ai Presidenti delle due Camere del Parlamento la massima contrarietà contro l'iniziativa legislativa sulle “Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità”. «Ogni giorno la cronaca nazionale - dice Core - porta all’attenzione casi di violenza domestica. Se si vogliono affrontare certe tematiche la direzione da seguire è quella di intervenire ed eliminare tali pagine nere e drammatiche che appartengono purtroppo al quotidiano. Con questo disegno di legge, invece, le donne che volessero denunciare violenze subite si esporrebbero ad ulteriori rischi. Ieri a Teramo abbiamo inaugurato la 4 giorni di San Valentino con un bellissimo brano sull’amore e la violenza di genere. Lo scorso Novembre abbiamo partecipato alle manifestazioni del movimento “no Pillon”, con la presenza del ViceSindaco e di molti Consiglieri comunali in rappresentanza dell’amministrazione in piazza contro questo intervento normativo voluto dalla stessa Lega. Crediamo che questa sia la strada da continuare a seguire e per questo crediamo che si debba fare di tutto per contrastare un disegno di legge maschilista e patriarcale».

Secondo il capogruppo di 'Insieme Possiamo' si vuole «politicizzare una questione assai importante come il divorzio e l’affido dei minori, imponendo una concezione patriarcale della famiglia che dovrebbe appartenere unicamente al passato. Una riforma ad esclusivo vantaggio del genitore economicamente più forte e a danno del minore. Sebbene tale materia rientra nelle competenze Statali, l'Ente Territoriale più vicino ai cittadini quale il Comune, non può esimersi dall'esprimere il proprio parere in merito ad argomenti che hanno una ricaduta non solo sui cittadini che vi risiedono ma anche sui servizi che lo stesso gestisce».

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