Ponte San Gabriele, il sindaco chiede all'Anas subito due milioni di euro per i lavori

Il Tavolo tecnico in prefettura: è ancora querelle sulla proprietà. La società delle strade mostra un verbale del 2004
04 settembre 2018

TERAMO - In attesa di capire chi sia il proprietario del ponte, l’Anas metta a disposizione due di quei nove milioni di euro stanziati per renderlo antisismico e permetta al Comune di fare lavori necessari per impedire le infiltrazioni di acqua e sistemare i percorsi pedonali e il fondo stradale. Esce una richiesta concreta al tavolo tecnico organizzata in prefettura ieri sul quello che rischia di diventare il ‘ponte di nessuno’. Anche ieri, dinanzi al prefetto Graziella Patrizi, al presidente della Provincia, Renzo Di Sabatino, e ai tecnici di Protezione civile, comune e vigili del fuoco, l’Anas ha ‘sventolato’ un verbale provvisorio datato 2004 che avrebbe trasferito la proprietà del viadotto di San Gabriele all’amministrazione cittadina, nell’ottica di una omogena riconsegna delle infrastrutture viarie che attraversano il centro, nel percorso della statale 80 dal mare alla montagna. Il sindaco Gianguido D’Alberto e l’assessore Stefania Di Padova hanno battuto i pugni. Saranno i due uffici legali a scavare nelle carte (che è difficile reperire, come i progetti esecutivi dell’opera, ndc.) perchè per l’amministrazione ha intenzione di andare fino in fondo: «Sul ponte di San Gabriele andremo fino in fondo, posto che stiamo parlando di sicurezza della gente e in particolare di un ponte - ha detto D’Alberto -. Vorremo conoscere vita, morte e miracoli di questa opera, fino a quando non sarà chiaro tutto». Intanto, però, il tempo passa e se per questa attività di indagine tra le scartoffie ci si rivedrà tra un mese allo stesso tavolo, intanto una questione di urgenza è stata posta: il Comune deve intervenire e non può attendere che si compia il quarto stralcio del piano pluriennale Anas sulle strade, dove questa opera è in quinta fila. Quella dote di 9 milioni è appetibile ma indisponibile, anche per colpe vecchie e scarsa intuizione programmatica: non c’è infatti nessuna richiesta di fondi del terremoto alle strutture commissariali, così come il Dipartimento regionale della Protezione civile non aveva mai ricevuto, se non nelle ultime ore, le due relazioni della stessa Autorità delle strade, all’esito degli altrettanti sopralluoghi effettuati nell’agosto dello scorso anno, il 2017. Almeno, leggendo queste, il ponte è staticamente sicuro. E allora il sindaco, coerentemente con un atteggiamento che punta a trovare una soluzione, imporrà il suo ruolo di capo della protezione civile locale. Nelle prossime ore partirà la richiesta per poter disporre di un ‘anticipo’ di quei 9 milioni, che servirebbero per realizzare intanto un intervento di messa in sicurezza, a cominciare dal percorso pedonale e dal manto stradale disastrato, per passare magari anche all’impermeabilizzazione che eviti alle acque meteoriche di continuare a provocare il degrado della stuttura. Anche perchè, premesso che la documentazione è carente, non risultano atti che dimostrino interventi di manutenzione sul ponte di San Gabriele almeno dalla data di quel verbale di trasferimento di proprietà sbandierato dall’Anas. ovvero da 14 anni.

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