Ponte sul Vomano, la Provincia non si oppone alla rinuncia dell'impresa e cerca un piano B

Con una determina sancito il venir meno dell'obbligo contrattuale. E' una corsa contro il tempo per trovare una soluzione
08 aprile 2019

TERAMO - In seguito alle valutazioni espresse dall’ufficio tecnico e dall’avvocatura e dopo aver incontrato i rappresentanti dell’impresa, la Provincia, ritiene di non potersi opporre all’istanza di recesso dell’Ati Di Eleuterio-Di Sabatino dal contratto di esecuzione del nuovo ponte di Castelnuovo sul fiume Vomano.
La ritardata consegna dei lavori all’impresa – “consegna non ancora perfezionata per problematiche inerenti le procedure preordinate all’esproprio delle aree interessate dall’intervento e per i tempi delle autorizzazioni del Genio Civile acquisite all’Ente solo il primo aprile scorso” – è alla base della decisione assunta dall’amministrazione.
Per effetto della determina adottata, quindi, viene meno ogni vincolo contrattuale: all’Ati viene riconosciuto il rimborso delle spese contrattuali, nonché delle altre spese effettivamente sostenute e documentate.
Nell’atto dirigenziale adottato si riconferma il carattere strategico dell’opera (in quanto il ponte esistente è soggetto ad un accentuato fenomeno erosivo regressivo che coinvolge le relative strutture di fondazione e viene sistematicamente chiuso al transito in occasione delle piene del Fiume Vomano, con grave pregiudizio all’utenza e al sistema economico e sociale locale) e si conferma “l’interesse pubblico alla sua realizzazione da ultimarsi nel termine del 31 dicembre 2019, come prorogato dalla Regione Abruzzo”.
“Ho convocato una riunione per domani mattina, il momento è molto delicato: si chiude un iter bisogna aprirne un altro – commenta il presidente Diego Di Bonaventura – cerchiamo di capire come possiamo portare a compimento l’opera in un percorso che dovremo condividere anche con la Regione”.

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