Pratiche del sisma ferme, Bartolini (Pd) torna ad accusare l'assessore Di Stefano

«A Teramo è come se il terremoto non abbia procurato danni. Pratiche sballottate tra gli uffici senza esito»
09 marzo 2016

TERAMO - "Questa amministrazione ha la gravissima responsabilità di aver lasciato di fatto "marcire" i documenti prodotti dagli ignari cittadini per ben 6 anni". E' l'accusa che torna a formulare il consigliere di opposizione Flavio Bartolini intervenuto sulle lungaggini dei rimborsi per le pratiche del sisma di cui imputa le responsabilità all'assessore comunale alla protezione civile Rudy Di Stefano. «Le pratiche - sostiene Bartolini - sono state "sballottate" da un ufficio ad un altro, per anni affidate in via esclusiva a dipendenti a tempo determinato e part-time senza uno straccio di programmazione o di ordine di priorità oggettivo e trasparente nell’istruirle. Tutte le pratiche del sisma da quelle classificate di categoria A (quelle fino 10mils euro) fino a quelle di tipo E potevano essere gestite completamente dal comune di Teramo, se si fosse creato fin da subito un ufficio del terremoto con personale competente. Ma questa amministrazione ha la colpa di aver agito come se a Teramo il terremoto non avesse lasciato danni. E conseguentemente, carte alla mano, l' ufficio regionale per la ricostruzione aveva ricevuto pochissimi dati sul terremoto nella nostra città, con l’aggravante che l’ amministrazione comunale non si è mai presentata alle riunioni. Una figuraccia che questa amministrazione ha fatto fare non tanto a sé stessa ma soprattutto al ruolo di Teramo, come città capoluogo della provincia. L' ufficio per la ricostruzione del terremoto di Montorio, infatti, era stato allestito solo nel 2014 per venire incontro soprattutto ai piccoli comuni della montagna che non erano stati in grado per mancanza di personale specializzato di completare le pratiche. E solo allora dopo l’ ordine del giorno presentato dal Partito Democratico in consiglio comunale a Teramo si è di fatto allestito l' ufficio del terremoto. Nel 2014 Teramo avrebbe dovuto dare da un pezzo una risposta ai cittadini colpiti, molti, troppi dei quali continuano a pagare ingiustamente la scelleratezza, l’incapacità e la superficialità di un’amministrazione da tempo in grado solo di produrre danni alla comunità teramana».

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