Processo acqua, il giudice scopre di essere incompatibile. Udienza rinviata al 21 ottobre

Prudenzano solleva la questione su se stesso e si rimette alla decisone del presidente del tribunale. Intanto gli ambientalisti chiedono che fine abbia fatto la nomina del Commissario
08 ottobre 2019

TERAMO - E' stato rinviato per la seconda volta, e questa volta al prossimo 21 ottobre, il processo sul sistema acquifero del Gran Sasso. Ieri mattina, in apertura di udienza, in cui si attendeva la pronuncia sull'ammissibilità di costituzione di parte civile di Associazioni ed Enti, il giudice monocratico Lorenzo Prudenzano ha sollevato una questione di compatibilità personale a presidere il dibattimento. Secondo il giudice, infatti, il suo essere parente di un consigliere comunale di Teramo, costituirebbe causa di conflitto di interesse con la costituzione di parte civile nel processo del Comune di Teramo. La questione è stata demandata al presidente del tribunale, Anna Di Girolamo, che dovrà pronunciarsi sulla questione e, se del caso, nominare un altro magistrato giudicante. C'è però la possibilità che il processo non riprenda prima del 2020, perchè proprio il 21 ottobre è programmata un'astensione dal lavoro degli avvocati per cui l'udienza rischia di andare deserta. Come noto, in questo processo con rito immediato, sono imputati 10 tra amministratori e manager di Strada dei Parchi, Ruzzo Reti e Istituto di Fisica Nucleare, l'accusa di "aver cagionato o comunque non impedito... un permanente pericolo di inquinamento ambientale e, segnatamente, il pericolo di compromissione o deterioramento significativo e misurabile delle acque sotterranee del massiccio del Gran Sasso".
Sulla vicenda è intervenuto l'Osservatorio indipendente sull'acqua del Gran Sasso, i cui componenti WWF, Legambiente, CAI e Cittadinanzattiva, che hanno chiesto di essere ammesse come parte civile nel processo, hanno espresso "preoccupazione per il dilatarsi dei tempi. Preoccupazione che è ancora maggiore se si pensa che ad oggi si sono perse le tracce della nomina del Commissario straordinario per la messa in sicurezza del Gran Sasso. Le associazioni ricordano che, secondo quanto previsto dalla legge di conversione del Decreto-legge n. 32/2019, cosiddetto Sbloccacantieri, il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e sentito il Presidente della Regione Abruzzo, avrebbe dovuto nominare il Commissario entro il 3 luglio scorso. Su questo punto l’Osservatorio rinnova l’invito al Presidente della Regione Marsilio e ai parlamentari eletti in Abruzzo a sollecitare la nomina del Commissario per evitare questa situazione di paralisi, considerato che hanno contribuito a scegliere la strada del Commissario straordinario" Secondo gli ambientalisti, il Presidente Marsilio, "potrebbe avviare la Cabina di coordinamento che deve essere da lui presieduta e che ha compiti di comunicazione e informazione nei confronti delle popolazioni interessate, di coordinamento tra i diversi livelli di governo coinvolti e di verifica circa lo stato di avanzamento degli interventi di messa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso. E dovrebbe anche aprire questa Cabina alla partecipazione delle associazioni che da sempre seguono la vicenda e che invece la Giunta regionale precedente ha voluto escludere, nonostante un parere favorevole al coinvolgimento espresso dall’allora Commissione consiliare regionale competente".

Voto medio (1 voti; 5.00)
Vota:
counter