Punti nascita, bagarre in Consiglio: Forza Italia occupa l'aula

L'opposizione protesta per la mancata discussione della risoluzione per il ritiro del decreto di chiusura
25 marzo 2015

L''AQUILA - La seduta del Consiglio Regionale è stata sciolta dal presidente Giuseppe Di Pangrazio ma alla bagarre è seguita l'occupazione dell'Aula da parte dei consiglieri regionali di Forza Italia che hanno continuato a protestare contro la mancata discussione, decretata dallo stesso presidente Di Pangrazio, della risoluzione firmata da tutte le opposizioni contro la chiusura di quattro punti nascita di Sulmona, Atri, Penne e Ortona. Secondo quanto si è appreso anche la maggioranza di centrosinistra aveva preparato una risoluzione non presentata dopo il no a quella delle opposizioni. Sempre secondo le stesse fonti qualificate, la chiusura del Consiglio ha provocato tensioni anche all'interno della maggioranza in seno alla quale alcuni erano d'accordo alla discussione della risoluzione delle opposizioni che prevede la sospensione e la revoca del decreto del commissario ad Acta per la Sanità, Luciano D'Alfonso, che prevede la chiusura dei quattro punti nascita in attuazione delle disposizioni del tavolo nazionale di rientro del deficit sanitario al quale l'Abruzzo è sottoposto da anni. Prima dello scioglimento della seduta del Consiglio Regionale, sono state ritirate dai proponenti di opposizione due risoluzioni che erano state inserite in coda all'ordine del giorno, proprio per dare la precedenza a quella sui punti nascita sulla quale erano in attesa parecchi amministratori, tra cui il sindaco di Sulmona, Giuseppe Ranalli. I consiglieri di Forza Italia hanno lasciato l'Aula mettendo fine alla protesta che li aveva portati ad occupare la sala consiliare di palazzo dell'Emiciclo in seguito al rinvio del presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe Di Pangrazio, della risoluzione urgente presentata dalle opposizioni contro la chiusura dei quattro punti nascita di Sulmona, Atri, Ortona e Penne. «Daremo battaglia in Aula, sui punti nascita non finisce qui, è grave che la maggioranza di centrosinistra abbia negato la discussione», hanno attaccato.

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