Quel faro da tempo scaricava corrente a terra, la procura ha aperto l'inchiesta. Intanto il dodicenne migliora

Il sindaco chiarisce: «La manutenzione spetta alla Hera nell'ambito del Progetto Paride». Costantini: «Una vicenda gravissima, un boomerang per Mastromauro»
09 luglio 2018

GIULIANOVA - Il sostituto procuratore Enrica Medori vuoile vederci chiaro nell'incidente del dodicenne che ha rischiato di morire folgorato sabato notte in piazza della Libertà a Giulianova Alta, nell'aiuola del monumento a Vittorio Emanuele II. Il magistrato ha aperto un'inchiesta con l’ipotesi di reato di lesioni gravi: non ci sono al momento  indagati.
Il dodicenne è nel suo letto d’ospedale al Salesi di Ancona, dove la mamma lo ha fotografato per tranquillizzare tutti sulle sue condizioni. I medici pediatrici lo hanno sedato e monitorano costantemente l’evoluzione cardiologica dopo l'arresto cardiaco provocato dalla violenta scossa elettrica. Approfondimenti elettroencefalografici verificano l’assenza di eventuali deficit da anossia per l’arresto cardiaco, ma i medici sono ottimisti ed è possibile che nelle prossime 48 possa rientrare a Giulianova.
Deve sicuramente la vita al suo angelo custode, l’ex portiere di calcio Claudio Zaccagnini, che in quei minuti drammatici, rischiando al pari di tre volontari della Croce Rossa, è riuscito a mettere in pratica su di lui le manovre salvavita prima dell’arrivo del personale sanitario del 118. Il dodicenne è stato folgorato dal fanale della pubblici illuminazione, che nelle ultime settimane era stato al centro di polemiche e critiche dei residenti perché era spento da tempo. Le lampade erano fulminate ma la corrente, evidentemente, arrivava. Anzi: adesso, il fattaccio attira attenzione su quel cavo elettrico alla base del fanale, che risulta tagliato e sui molto probabilmente si concentreranno le perizie. La verifica tenderà anche ad accertare da quando tempo il rischio lì era latente ed è una fortuna che nessuno sia rimasto folgorato prima del dodicenne.
Sulla vicenda interviene anche la politica. Intanto il sindaco. Francesco Mastromauro ha telefonato al padre del ragazzino per sapere della sue condizioni e si è detto «dispiaciuto, anche a nome della città», augurandosi «che si rimetta presto». Mastromauro ha chiesto una relazione al comandante della Polizia municipale: una sorta di inchiesta interna tenderà a chiarire le responsabilità ma il sindaco sembra già mettere le mani avanti quando ricorda che «dal 1° maggio 2017 la gestione della pubblica illuminazione sul territorio comunale, compresa la manutenzione degli impianti esistenti, è stata affidata alla società Hera Luce all'interno del Progetto Paride promosso dalla Provincia, così come deliberato dal Consiglio Comunale». La manutenzione, si intuisce, adesso si è fatta patata molto bollente…
«È chiaro - dice invece Jwan Costantini, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale - che in questo momento sollevare una polemica politica sarebbe facile ma fuori luogo, visto che questo è il momento della preghiera e del raccoglimento. Ma è altrettanto evidente che questa circostanza non potrà essere archiviata come una semplice svista o disguido». Per Costantini il caso «è il segno tangibile di incuria e di sciatteria: un comune che non sa prendersi cura dei suoi luoghi più rappresentativi come il suo Belvedere che dovrebbe costituire il suo biglietto da visita in piena estate, come può prendersi cura della sua comunità?

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