Ricostruzione: dopo il Senato anche la Camera si prende beffa dei sindaci del cratere INTERVISTA

Gianguido D'Alberto in audizione alla Commissione Ambiente: "Non ci sarà modo, tempo e forse neanche volontà per intervenire nel decreto sblocca-cantieri"
10 giugno 2019

TERAMO - Restano campate in aria le promesse fatte ai sindaci dagli esponenti del governo interessatisi ai problemi del sisma, dal premier Conte nel corso del recente incontro a Norcia e dal sottosegretario con delega alla ricostruzione Vito Crimi, passato sotto elezioni anche a Teramo. E' quello che si continua a percepire dopo l'approvazione del decreto sblocca-cantieri al Senato; e il passaggio finale alla Camera non fa presagire di sicuro che qualcosa venga riaperto sul fronte degli emendamenti. Ne hanno preso coscienza anche i sindaci, tra i quali anche quello di Teramo, Gianguido D'Alberto, che oggi sono stati in audizione alla Commissione Ambiente della Camera. E' molto probabile che i primi cittadini, dalla scorsa settimana in mobilitazione permanente dopo la riunione di Teramo, passino a qualche iniziativa più concreta e spettacolare contro la lentezza della ricostruzione.
“A questo punto siamo pronti ad una mobitazione più forte, più significativa, che faccia veramente capire qual è la situazione dei nostri territori - ha detto infatti a conclusione dell'audizione il sindaco D’Alberto. “Nuova audizione oggi alla Camera per rappresentare le esigenze del nostro territorio, ma vecchie risposte, cioè il nulla. Ancora una volta registriamo la sottovalutazione delle esigenze e delle condizioni del nostro territorio. Abbiamo preso atto che nella discussione alla Camera non ci sarà modo, tempo e forse neanche volontà per intervenire nel decreto sblocca cantieri, che già nel testo uscito dal Senato non ha recepito le indicazioni provenienti dai Comuni, in particolare per il personale da assumere, per la semplificazione procedurale della ricostruzione pubblica, per la certezza dei tempi e la durata dello stato di emergenza. Di fatto ancora una volta risposte non sono arrivate - ha aggiunto il primo cittadino di Teramo -. Confidiamo nei prossimi giorni di discussione ma la percezione avuta è veramente desolante e soprattutto si delinea una scarsa attenzione da parte del Governo unita ad una scarsa volontà di tradurre le promesse in fatti concreti. Attendiamo la prosecuzione dell'iter alla Camera e per quanto riguarda i Sindaci, prosegue ogni forma di mobilitazione permanente. Chiediamo che non si metta la parola fine e che siano approvati gli emendamenti richiesti dai Sindaci e dalle Regioni".

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