Ricostruzione, il commissario Farabollini apre alle pratiche "B" in mano ai Comuni FOTO INTERVISTA

Nell'incontro in Comune, il sindaco chiede «più peso del cratere abruzzese». Agli sfollati teramani? «Faremo il possibile per risolvere il problema»
06 dicembre 2018

TERAMO - Il vero risultato della visita a Teramo del terzo commissario straordinario per la ricostruzione in quasi tre anni, il geologo e accademico maceratese Piero Farabollini, è che Gianguido D'Alberto, ha cucito con lui un filo diretto che tornerà molto utile al sindaco di Teramo come agli altri del cratere abruzzese. Lo si è capito alla fine dell'incontro, fissato all'improvviso e chiaramente sostitutivo della presenza al prossimo consiglio comunae straordinario del 14 dicembre al Parco della Scienza. Farabollini, sciolto l'iniziale nervosismo, ascoltati il primo cittadino e i capigruppo consiliari, da un giro conoscitivo è passato a una convinta attenzione ai problemi esposti al punto di sbottonarsi sulla conferma del personale degli uffici sisma comunali e aprendo alla possibilità che le pratiche B, che a Teramo contano 850 faldoni, passino di competenza dei Comuni.

PESO DEL CRATERE ABRUZZESE.Era comprensibile che Farabollini non potesse prendere impegni sui tempi della ricostruzione, sullo sblocco della farraginosità dell'Ufficio speciale di Teramo, che desse date di rientro degli sfollati dentro le proprie abitazioni. Nemmeno il sindaco fidava in questo. Certo è, che ha puntato al sodo: intavolare un rapporto diretto con il Commissario, per trovare una via breve e ad esempio, chiedere che l'Abruzzo del cratere pesi di più nella suddivisione delle percentuali della ricostruzione, sotto forma di personale e fondi.

PERSONALE. Il Commissario ha annunciato che si procederà con la conferma del personale che lavora negli Uffici speciali della ricostruzione, e negli uffici sisma delle Province e dei Comuni: «Ci sono garanzie da parte del Governo - ha detto, parlando al fianco del sindaco - e stiamo valutando anche gli effetti del Decreto Dignità perchè molti dei ruoli oggi operativi vedono imminante la scadenza dei due anni previsti».

SFOLLATI TERAMANI. Provando a strappargli un impegno per i quasi 4mila sfollati teramani, Farabollini si è limitato a dire che proverà «a risolvere il prima possibile questa questione. Con il sindaco ci siamo lasciati dicendoci che sicuramente ci rivedremo per lavorare congiuntamente. Certo - ha aggiunto - non ho la bacchetta magica, c'è bisogno di lavorare tanto e insieme».

USR DI TERAMO. Diplomatico sulla situazione dell'Usr di Teramo e della posizione di Marcello D'Alberto, il suo direttore. Consapevole che viaggia a una velocità differente per aver citato il dato in un recente convegno a Macerata, il Commissario subentrato lo scorso 4 ottobre a guidare la cabina di regia al posto di Paola De Micheli, laconicamente afferma «verificheà perchè ci sono velocità diverse, magari per dare stimoli per una inversione di tendenza», ma affrettandosi a sottolineare che «il problema non è soltanto dell'Usr abruzzese ma di tutti». Così come al contrario, gli Usr sollevano il problema della carenza di personale: anche in questo caso Farabollini ha garantito che cercherà di spingere «il governo per un ampliamento delle risorse: in questo momento l'attenzione è a qualcosa di più impellente e necessartio, come la conferma di chi lavora negli Usr», ma c'è l'impegno per intervenire su distribuzione, ruolo e quantità, per renderli più consoni per il monte di pratiche che dovranno affrontare».

PRATICHE "B". Ma l'apertura da Farabollini arriva sulla possibilità che le pratiche di categoria "B", quella della ricostruzione leggera, possano passare di competenza dei Comuni, come da tempo suggeriscono i sindaci, anche se con le dovute garanzie di personale e fondi: «E' un discorso particolre - ha detto - perchè sono di numero diverso tra comuni. Vediamo come è distribuito questo valore, ma è riflessione che deve venire prima dai Comuni: sono i sindaci che devono dire se sono  in grado di supportare questo impegno».

IL SINDACO DEL CRATERE. Gianguido D'Alberto ritiene proficuo questo primo incontro con il Commissario per la Ricostruzione, i cui ha mosso i primi passi concretamente per diventare capoluogo riferimento del cratere. «E' l'inizio di una collaborazione - sostiene il primo cittadino -. Abbiamo rappresentto l'esigenza, che non è soltanto di Teramo ma di tutto il cratere sismico, di rivedere il 'peso' del cratere abruzzese nel cratere complessivo, perchè l'impressione che la situazione qui in Abruzzo sia stata sottovalutata da subito dopo il sisma. E' questo l'elemento importante da cui partire per superare le tante criticità che viviamo e la ricostruzone che tarda a partirte».

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