Rifiuti alle stelle, un'unica tariffa regionale per ridurre la Tares del 30%

E' la proposta di Di Marco: "I cittadini non sono un bancomat, Confindustria ha ragione". Accuse anche all'assessore Di Dalmazio
01 febbraio 2014

TERAMO – “Serve una tariffa regionale unica che riduca i costi del 30%, i cittadini non sono un bancomat”. La proposta è del sindaco di Castellalto e dirigente del Pd Vincenzo di Marco intervenuto sul problema della Tares alle stelle denunciata da Confindustia a carico delle aziende teramane. Di Marco sostiene la necessità che la politica si faccia carico del problema. “Confindustria Teramo ha ragione sulla questione della Tares – spiega in un comunicato il primo cittadino di Castellalto - Il sistema della tassazione dei rifiuti non è più sostenibile sia che esso chiami Tarsu, Tares o con altro nome ancora da definire che propone in alcuni casi aumenti di circa il 300%. Quello che c’è da fare è riqualificare il costo di gestione pubblico dei rifiuti. In poche parole la politica deve avere il coraggio di mettere mano alla questione in modo serio, abbassando tutti i costi a partire dal costo di smaltimento in discarica. Bisogna individuare una tariffa pubblica sostenibile che sia equa e giusta che garantisca la remunerazione del lavoro e del capitale delle aziende pubbliche e private che operano nel settore dei rifiuti .Mi pare abbastanza banale affermare che un servizio ancorché pubblico e obbligatorio si regge tra l’incrocio tra la domanda e l’offerta che ne determina il prezzo sostenibile. In un periodo di crisi come questo gli amministratori pubblici devono impegnarsi per garantire che quello che i cittadini devono pagare sia sopportabile altrimenti salta tutto”. Presupposto è dunque il contenimento della spesa pubblica dei servizi, ma Di Marco lancia accuse precise anche il direzione dell’assessore regionale all’Ambiente Mauro Di Dalmazio. “In questi anni la gestione pubblica dei rifiuti ha subito aumenti notevoli scarsamente giustificati. Tutti ci dobbiamo domandare il perché e, come classe dirigente, attivarci per ridurre questi costi. Questa è una prerogativa della politica locale dei comuni ma soprattutto regionale che fino ad oggi non è stata esercitata e, se si poco e male. I costi di conferimento e più in generale di tutta la filiera dei rifiuti potrebbero essere ridotti del 30% stabilendo una nuova tariffa regionale unica, con molti soldi che rimarrebbero nelle tasche dei cittadini e nelle casse delle aziende da subito”.

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