Rimborsi, Chiodi: «Si può spiegare tutto»

La reazione del Governatore all'indagine: «Prima o poi doveva arrivare anche da noi»
23 gennaio 2014

TERAMO - «Ancora non so precisamente di che cosa si tratti perché non ho ricevuto l'avviso di garanzia. Ho capito che si tratta di rimborsi e, da quello che si apprende, sembrano cose che possono essere spiegate ampiamente, non è come avvenuto nel resto dell'Italia». Così il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, finito tra gli indagati. «Io non compilo rimborsi sulle visite istituzionali, credo che si possa spiegare tutto - ha detto Chiodi, facendo intuire che possa esserci anche quest'altro aspetto tra quelli presi in esame dagli inquirenti -». E aggiunge: «Prima o poi in Abruzzo doveva arrivare, è un trend nazionale», facendo riferimento alle inchieste in altre regioni sulle 'spese pazze' che hanno portato anche ad arresti. «Ricordo comunque che sono stato colui che ha ridotto del 75% le spese di rappresentanza rispetto alla precedente Giunta - conclude».

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