Riparte il tavolo IperSimply: sindaco e lavoratori valutano soluzioni

Degli originari 55 dipendenti in 20 hanno accettato i trasferimenti proposti dall'azienda del gruppo Auchan
03 dicembre 2018

TERAMO - Nella tarda mattinata, in municipio, si è tenuto un incontro convocato dal Sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, finalizzato alla valutazione dei progressi della vicenda dei licenziamenti IperSimply, che interessava come noto 53 dipendenti del primo centro commerciale sorto in città. 

Alla presenza del rappresentante della Regione, del Sindaco di Teramo, dell’assessore Simone Mistichelli e di delegati dei lavoratori, è stato fatto il punto della situazione, ma soprattutto è ripartito il Tavolo di Lavoro, anche allo scopo di per mantenere alta l’attenzione sulla vicenda. Continua l'attività degli enti pubblici locali per intercettare operatori commerciali nel campo della grande distribuzione eventualmente interessati al sito, che è costituito da un capannone di oltre mq 4.000 oltre a mq 2.000 adibiti a parcheggio antistante e sovrastante. In questa fase i contatti stanno subendo un prevedibile rallentamento, perché tutti gli operatori sono massimamente concentrati sulle vendite proprie del periodo natalizio. 

Permane comunque un incoraggiante interessamento, a proposito del quale alcuni hanno anche manifestato l’intenzione di valutare l’eventuale condivisione degli spazi dell’immobile con altri operatori commerciali, ovviamente di diversa categoria merceologica. Rimane in ogni caso una grande opportunità a favore dei gruppi interessati, costituita dalla gratuità della licenza ottenuta dal sindaco D’Alberto in sede di trattativa e particolarmente favorevole nell’attuale contingenza in cui vige il blocco della concessione di licenze per la grande distribuzione. La novità rispetto al momento della stipula del contratto che ha posto i lavoratori in Cassa Integrazione, è  che dei 55 iniziali dipendenti licenziati, 20 hanno accettato il trasferimento nell'ambito della rete commerciale del gruppo uscente; di conseguenza la questione della ricollocazione dei lavoratori rimane aperta per 35 di essi.  

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