Rotonda ipogea di Cartecchio, lavori quasi conclusi. Ecco come sarà FOTO

L'impresa D'Adiutorio sta ultimando le rifiniture, a fine mese l'inaugurazione. In arrivo 19 cipressi neri, si cerca una soluzione per i marciapiedi (che non c'erano nel progetto di 4 anni fa)
13 marzo 2019

TERAMO - Come per l’apertura del Lotto zero, per tantissimi teramani, anche il taglio del nastro della nuova viabilità della zona di Cartecchio può considerarsi una svolta epocale. Quel rettilineo che da Villa Pavone lanciava verso il viadotto di ingresso su via Po, con le pensiline dei bus a destra e sinistra dell’ingresso del cimitero, tra poco più di una settimana saranno ricordo nelle vecchie cartoline. Avrei finito di dove fare i conti con gli orari dei treni per decidere di passare oltre il tracciato ferroviario per raggiungere la zona di via Pirelli o di via di Vittorio. Il nuovo svincolo ipogeo è realtà e ci prepariamo a percorrere questo tratto della statale 80 Teramo-Giulianova infilandoci in un cavalcavia che scende una decina di metri rispetto all’attuale piano stradale. Noi de ‘La Città’ e di 'Emmelle' siamo stati a vedere il nuovo svincolo di prossima apertura, tra gli operai della D’Adiutorio Costruzioni di Montorio che ha realizzato per conto delle Ferrovie un’altra opera di assoluta utilità.

Essa permetterà la soppressione dei tre passaggi a livello carrabili: all’altezza della chiesa di Cartecchio, all’ingresso del camposanto, all’incrocio con via Melozzi. Quattro le strade che confluiscono alla rotonda ipogea, una carreggiata a doppio senso che segue il flusso di traffico rotonda di Cartecchio-Villa Pavone, e le relative rampe di adesso e uscita dalla zona del cimitero e verso la zona artigianale. Per permettere la realizzazione della rotonda sotto il livello dell’attuale strada, nove metri sotto al tracciato ferroviario, l’impresa D’Adiutorio ha realizzato intanto due ordini di due ordini di paratie di pali, in alcuni punti dell’altezza di 30 metri, che restituiscono alla vista generale un imponente muro di contenimento della cosiddetta collina di Colleminuccio, proprio sotto al percorso di via Biondi. La presenza di questa protezione di rinforzo, ha permesso lo scavo dello svincolo ma soprattutto la costruzione di due impalcati stradali e di uno ferroviario, senza che il traffico dei treni venisse minimamente intralciato.
I lavori affidano alla zona una viabilità più fluida e snella,, andando incontro alle richieste dei residenti, ma anche degli operatori economici, che dal 2012 si battono per questa opera. Fu l’allora sindaco Maurizio Brucchi ad illustrare l’accordo raggiunto con Ferrovie per la costruzione del sottopasso, affiancato dall’allora assessore regionale ai Trasporti, Giandonato Morra, che si era speso per procurare la parte di finanziamento che spettava alla Regione, di circa 3 milioni di euro (2 erano a carico di Rfi). Era un altro step del progetto ‘Traffico Zero’ che l’amministrazione di centrodestra voleva aggiungere all’apertura del Lotto zero e alla ‘rotonda ovale’ di via Firenze. Da quel giorno, il 22 maggio del 2014 nell’ex aula di corte d’assise del museo archeologico dove ci fu la presentazione del progetto, trascorrono quasi tre anni: l’apertura del cantiere avviene il 18 aprile 2017, l’ultima macchina è transitata sul vecchio rettilineo il 26 aprile, prima della chiusura al traffico per. Il cantiere. In mezzo, tanti apprezzamenti ma anche critiche, alla resa dei conti poco costruttive. Come quella dell’attuale parlamentare Cinquestelle Fabio Berardini, che in consiglio si diceva preoccupato dell’ingorgo di traffico dovuto al cantiere dei lavori, a quelle del Comitato di quartiere Villa Pavone-Colleatterrato, con l’allora presidente Giuliano Lucenti, preoccupato dell’unica via di accesso che si sarebbe creata. L’ultima riunione confronto con il comitato di quartiere, nella palestra di Villa Pavone, Brucchi e l’allora assessore Franco Fracassa la tennero nel febbraio 2017 a pochi mesi dal via del cantiere: anche in quell’occasione nessun cenno a ciò che oggi è diventata polemica, cioè l’assenza di marciapiedi per i pedoni. Non erano previsti dal progetto iniziale che parte tre anni addietro e su cui nessuno ha segnalato difficoltà (o forse non se n’è accorto), così come due sono gli attraversamenti pedonali, a Cartecchio e a Villa Pavone. Cionostante, l’amministrazione oggi guidata da Gianguido D’Alberto, tenta di risolvere il problema anche se la strada statale non ha necessità di marciapiedi, perché le abitazioni più vicine allo svincolo sono a circa duecento metri e c’è la viabilità parallela per raggiungere il cimitero. L’assessore al Governo del Territorio, Stefania Di Padova, sta studiando assieme all’ufficio tecnico, la possibilità di realizzare i passaggi per i pedoni su terreno della Asl confinante con la strada principale all’incrocio con via Pirelli, sempre che l’azienda sanitaria sia d’accordo a ‘cedere’ la piccola striscia di area necessaria. E ricordando che nei pressi c’è il cimitero, il Comune ha chiesto e ottenuto dall’impresa D’Adiutorio il ripristino delle piante che sono state sacrificate alla costruzione dell’opera: in va Pirelli nelle prossime ore saranno piantati 19 cipressi neri, il doppio di quelli rimossi, a ornamento del viale verso il camposanto. Poi tutto sarà pronto per il taglio del nastro, forse il 30 marzo.
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