Rudere e impalcature simboli del degrado, Santa Maria a Bitetto ricorre agli avvocati

Il Comitato scrive a prefetto ed Enti: «Rifiuti, ratti e un concreto rischio di crollo: rimuovere il pericolo»
10 novembre 2017

TERAMO - Il quartiere di Santa Maria Bitetto torna a far sentire la sua voce e chiede urgentemente di eliminare tutti i rischi legati alla sicurezza e all'igiene pubblica dalla presenza dell'edificio ormai ridotto a rovina contemporanea, all'incrocio tra via Muzi, vico del Cigno e piazza Paris: abbandonato da decenni, per la gran parte crollato e con un giardino incolto e con una impalcatura, realizzata da anni sul suolo pubblico e inutilizzata, è diventato uno dei simboli del degrado cittadino. Le impalcatura in particolare, segnalano i cittadini, oscurano la pubblica illuminazione e attraverso le coperture fanno intravedere rifiuti e ratti, che creano non poche difficoltà ai negozi vicini e una grave situazione igienico-sanitaria per i residenti e i passanti, ricordando che di fronte si trovano la mensa solidale dell'Adsu e il mercato coperto e che il sabato la zona si popola ancor più per la presenza delle bancarelle del settore agroalimentare del mercato settimanale del sabato. Tutto questo senza prendere in considerazione i danni provocati dal sisma e che l'assenza di messa in sicurezza dello stabile potrebbe rendere concreto un rischio di crollo del manufatto. Nel sospetto che questa situazione venga tollerata per privilegiare interessi economici privati, che tendono ad evitare interventi di risanamento e di sicurezza statica, i residenti del quartiere chiedono un immediato intevento al prefetto, ma anche algli altri enti e ai vigili del fuoco, ognuno per la propria competenza. Il Comitato ha anche affidato a due legali, gli avvocati Stefania Di Padova e Giuseppe Gilatta, il compito di tutelare l'interese pubblico in ogni sede.

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  • Mauro
    Scritto il 11 novembre 2017 alle ore 11:13:00
    La cosa incredibile è che tutto questo sia stato tollerato da tantissimi anni in pieno centro storico nonostante gli ultimi terremoti. L'impressione è che alcune aree del centro storico siano diventate nel tempo le periferie più periferiche rispetto a quelle lontane dallo stesso centro! Mi auguro che tutti i residenti di queste periferie abbiano uno scatto d'orgoglio. Dovrebbero abbandonare la loro condizione di sudditanza e abbracciare quella dell'indipendenza e dell'autonomia. Teramo ha bisogno di una cittadinanza attiva e non passiva, fatta di passione e di amore che va coltivata.
  • Domenico Crocetti
    Scritto il 10 novembre 2017 alle ore 22:36:00
    Nel plaudire all'energica iniziativa dei residenti del quartiere di Santa Maria Bitetto si dubita tuttavia che "amministratori" - e le virgolette non sono a caso - assorbiti nelle loro fumisterie politiche possano risolvere le situazioni di grave degrado in cui si trova la città. Strade e marciapiedi dissestati, (ah come! rimpiangeva oggi le strade francesi un autista internazionale della STAUR!), parcheggio selvaggio (anche di fronte alle fermate dei "tram"), cura del verde pubblico piuttosto carente, fontanelle guaste da lustri e mai riparate, Programmi di Recupero Urbano (come quello di Via Piave) dato quasi per concluso quando ancora, invece, non è concluso un bel niente! E a proposito di Via Piave quando viene rimossa quella scellerata discarica, Sig. Assessore con delega all'Ambiente, tra la terzultima e la penultima palazzina delle "casette basse", più volte segnalata? Io mi fermo qui, invitando altri commentatori a proseguire il cahier de doléances.
  • rrr
    Scritto il 10 novembre 2017 alle ore 18:25:00
    stupisce come il quartiere si sia improvvisamente svegliato dopo uno stato di degrado di decenni e alzi la voce ricoorrendo addirittura al prefetto, Forse le promesse tanto decantate da questa amministrazione si sono rilevate un flop e qualcuno ha aperto gli occhi soltanto ora? io trovo vergognoso che in anni di abbandono ci sia stato l'assoluto silenzio e si è solo pensato ad ottenere parcheggi riservati ai residenti un o schifo di zona totalmente degradata, Adesso voglio vedere se nei prossimi anni qualcuno continuerà a credere alle bugie dei politici locali fidandosi del nulla e di qualche stretta di mano. La città di teramo tutta comprese le frazioni sono in un degrado pauroso e nessuna amministrazione, l'attuale in primis ha mai mostrato di voler fare interventi seri, chi continua a credere alle bugie deve riflettere
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