Ruzzo, polemica chiusa sull'acqua torbida a Casemolino: «Non c'erano altre sostanze inquinanti»

Le analisi sui campioni hanno confermato l'ipotesi della conseguenza di alcuni lavori effettuati sulla condotta
13 giugno 2018

TERAMO - La Riuzzo Reti interviene a chiudere definitivamente la polemica sull'episodio dell'acqua torbida dai rubinetti di Casemolino verificatosi lo scorso 19 maggio, fornendo i dati ufficiali delle analisi compiute sui campioni di acqua prelevati sia dall'utenza domestica dove erano stati segnalati problemi che da un fontanile pubblico nella stessa strada. E sottolinea come non siano emerse criticità, fatta eccezione appunto per un intorbidimento leggermente superiore al limite consentito (3,9 e 1,5 contro il limite di 1 fissato dalla legge) e, come detto nell'imminenza dell'episodio, riconducibile ai lavori eseguiti a Poggio San Vittorino, nei giorni precedenti, sulla condotta principale “Tronco Roseto”. Non ci sono infatti livelli rilevanti di altre sostanze, come alluminio, benzopirene, xilene o toluene che potrebbero far ipotizzare inquinamenti diversi e ben più seri, quando si parla di acqua. Se infatti gli ultii due sono in quantità irrilevamente, l'alluminio alle 11 era presente in 196 microgrammi per litro (il limite è di 200) e a mezzogiorno era sceso a 12,5 microgrammi.
Analogamente, scrive in una nota la Ruzzo Reti, «per quanto invece concerne il ruolo del potabilizzatore, si esclude qualsiasi collegamento dato che l’impianto non è in funzione da circa due mesi e, inoltre, si esclude inoltre che la causa sia da imputare al serbatoio della frazione di Casemolino che, in ogni caso, prudenzialmente, subito dopo la segnalazione è stato lavato». Il dato qualitativo dell'acqua nella rete è stato renuto sotto controllo anche nei giorni successivi al 19 maggio ma le analisi sono state sempre negative.
Ruzzo Reti ricorda «che l’interruzione dell’erogazione idrica può causare un decadimento della qualità dell’acqua, nel momento stesso della reimmissione, a causa delle potenziali infiltrazioni nella rete di sostanze esterne quando la condotta non è in pressione. Si procede alla pulizia delle condutture proprio per evitare possibili contaminazioni dell’acqua».

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