Sanità, D'Alberto sollecita la ricomposizione del Comitato ristretto dei sindaci

Avviate le procedure per la convocazione della conferenza che lo nomina. «Riportare gli utenti al centro della politica sanitaria»
06 novembre 2018

TERAMO - Il sindaco di Teramo sollecita la ricomposizione del Comitato ristretto dei sindaci della Asl di Teramo, organismo che è scaduto dallo scorso mese di marzo e che ha importanti fuzioni di indirizzo politico- amministrativo dell'azienda sanitaria. Il primo cittadino, nella qualità di presidente di diritto della conferenza dei sindaci (che nomina i cinque del Comitato ristretto), ha interessato gli uffici di supporto per approntare la convocazione della conferenzagli atti propedeutici alla convocazione della conferenza stessa. 
Gli agomenti più caldi, a partire dalla discussione sull'ospedale vecchio/nuovo, le liste di attesa, i primari, sono stati oggetto di una lettera aperta inviata al direttore generale Roberto Fagnano, ma per il sindaco D'Alberto è importante che la ricomposizione del comitato dei sindaci, che sono i primi responsabili della sanità del territorio, riconsegni a questi ultimi il ruolo propulsore della politica sanitaria, che diviene così tutela e pianificazione del diritto alla salute.
«Occorre rimettere al centro delle politiche sanitarie l’utente, il cittadino, il malato - afferma il Sindaco D’Alberto –. La sanità teramana, negli anni passati, ha rappresentato un’eccellenza nel panorama locale e nazionale, e bisogna impegnarsi perché torni ad essere tale. Il comitato ristretto dei sindaci, diretta emanazione della conferenza, sarà pertanto chiamato a svolgere un ruolo di riqualificazione e proposizione delle politiche sanitarie, attraverso attività di controllo e di proposta. Viviamo un momento molto importante per il futuro della sanità teramana, che non è limitato solo alla questione dell’ospedale unico a ad un complesso di elementi che vanno assolutamente gestiti e indirizzati ma che dovrà tornare a rimettere al centro di ogni questione la tutela del malato e la garanzia della salvaguardia dei suoi diritti».

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