Scatta all'alba il blitz dei carabinieri di Teramo a Cerignola: 7 arresti domiciliari (con i 'braccialetti elettronici') alla banda dei furti di auto

L'inchiesta condotta dalla procura teramana e coordinata dal reparto operativo del comando provinciale di Teramo ha fato luce sui colpi in Abruzzo, Marche e Puglia
13 gennaio 2020

TERAMO - Alle prime ore dell’alba di oggi, a Cerignola, i carabinieri del reparto oerativo del comando provinciale di Teramo diretti dal tenente colonnello Luigi Dellegrazie, in collaborazione con i colleghi pugliesi, hanno eseguito 7 ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari, con l'applicazione del 'braccialetto elettronico', ad altrettanto soggetti del luogo: l'indagine, condotta dalla Procura di Teramo, è quella relativa ad un'associazione a delinquere finalizzata alla commissione di innumerevoli furti di autovetture e ricettazione delle stesse o parti di esse, messi a segno in Abruzzo, Marche e Puglia nel 2018 e nel 2019.
L'indagine, che ha portato a ricostruire il furto di 49 autovetture su circa una novantina trafugate nel periodo, per un valore stimato di circa 600mila euro, era partita dall'identificazione, attraverso telecamere di videosorveglianza nei pressi di alcuni furti nel Teramano, di due giovani di Cerignola. Facevano parte di una cosiddetta 'batteria' che usava manomettere la centralina originale dell'auto da rubare, sostituendola con un'altra opportunamente modificata, in modo da facilitare accensione e spostamento della macchina. Le zone finite nel mirino dei furti diventati abituali erano l'Abruzzo e la zona di confine con le Marche, dove il gruppo agiva prima di fuggire ad alta velocità verso le basi nella zona di Cerignola. Qui la macchine venivano 'cannibalizzate' dei pezzi e i telai bruciati o tagliati. A capo del sodalizio veniva individuato un noto pregiudicato residente a Cerignola che partecipava attivamente a tutte le fasi delle attività delittuose, reclutando e fidelizzando i gregari, pagandone il compenso e provvedendo alla consegna del mezzo asportato ai diversi ricettatori in loco. Il gruppo non aveva contatti con basisti sul territorio ma perfetta conoscenza delle aree da colpire, prediligendo la dorsale adriatica per la comodità di raggiungere gli obiettivi e anche per il veloce rientro in sede con i mezzi rubati, attraverso il tratto autostradale A14 o la parallela statale 16 Adriatica. Gli arrestati sono Giovanni Giannatempo, 29 anni e Donato Lizzi (28) considerati gli organizzatori del gruppo, Tommaso Strafezza, 48 anni, Emanuele Tricarico, 49 anni, Pietro Lospinoso, 31 anni, Riccardo Lucafò, 45 anni, Francesco Lastella, 35 anni.

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