Scatta l'allarme per le gallerie del Traforo. Esposto degli ambientalisti: "Impianti mai adeguati e volte ammalorate"

I problemi strutturali ai tunnel erano ammessi anche da Strada dei Parchi nei documenti presentati al Parlamento
11 gennaio 2020

TERAMO - Le gallerie del Gran Sasso, tra le più lunghe d'Italia con i loro 10,5 km, non sono state adeguate entro la scadenza del 30 aprile 2019 ai requisiti impiantistici fissati dal D.lgs.264 e presentano, per stessa ammissione di Strada dei Parchi nei documenti ufficiali, un livello di ammaloramento strutturale preoccupante con tanto di distacchi dalle volte". Lo affermano il Forum H2o e Il Martello del Fucino, che, dopo un accesso agli atti alla Commissione Gallerie e dopo aver esaminato decine di documenti, lo scorso 7 novembre hanno presentato un corposo esposto a 45 enti e otto procure, oltre alla Corte dei Conti, cioè tutte quelle competenti sulle autostrade A24 e A25.
A fare il punto della situazione, documenti e immagini alla mano, sono Augusto De Sanctis, del Forum H2o, e Franco Massimo Botticchio, de Il Martello del Fucino, che hanno illustrato i contenuti dell'esposto e ricordato i punti salienti del D.lgs.264/2006 relativo alle gallerie oltre i 500 metri di lunghezza e al loro adeguamento. Le due associazioni hanno ottenuto "decine di documenti dal 2006 al settembre 2019". Ricordando che "siamo in un Parco nazionale e a contatto con uno degli acquiferi più importanti d'Europa", i due ambientalisti affermano che "il punto fermo è che il termine del 30 aprile 2019 è arrivato senza che le due gallerie del Gran Sasso siano state adeguate dal punto di vista impiantistico".
"Inoltre - aggiungono - sono emersi problemi strutturali assai rilevanti descritti dalla stessa Strada dei Parchi con parole e foto inequivocabili. Intanto dobbiamo rilevare che agli atti mancano completamente le risultanze delle ispezioni obbligatorie per legge (almeno due visto che il Decreto ne dispone almeno una ogni sei anni): lo Stato non è mai andato a visitare le gallerie autostradali più lunghe nel suo territorio. Appare quindi singolare che solo il 7 novembre 2019, con la nota relativa alle 200 gallerie cosiddette non a norma divulgata dai principali quotidiani italiani ieri, emerga finalmente un certo attivismo degli enti competenti".

"Il rivestimento di entrambi i fornici della galleria Gran Sasso sono fortemente degradati ed i recenti episodi di incendio in galleria ne hanno evidenziato le criticità: ricordiamo che il collasso di un solo tratto di rivestimento comporta l'isolamento reciproco fra le province di Teramo e l'Aquila oltre alla difficoltà di evacuazione del personale del Laboratorio Sotterraneo dell'Infn (centinaia di persone dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare)". E' quanto scriveva nel 2016 Strada dei Parchi in un relazione consegnata al Parlamento, citata nell'esposto che Forum H2o e Il Martello del Fucino hanno presentato a 45 enti e otto procure lo scorso 7 novembre 2019, e che riguarda le gallerie delle autostrade A24/A25 e in particolare quella del Gran Sasso.
Nei documenti si legge inoltre che "negli anni la faglia attraversata a circa 1.400 ml dall'imbocco lato Teramo ha dato segni di riattivazione con episodi di sollevamento progressivo dell'arco rovescio che era oggetto di monitoraggio anche prima del recente terremoto di Amatrice: il piano verrà implementato per calibrare l'intervento di ricostruzione di un arco rovescio sicuramente armato (a differenza di quello attuale) con possibile blindatura del rivestimento a cavallo della faglia sui due fornici".

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