Schiuma e liquami maleodoranti nel fiume Tordino. Il Wwf denuncia ancora un caso di sversamento

L'episodio all'altezza dei campi di calcetto della Cona. Di Marco si attiva per fare chiarezza sollecitando l'intervento della Polizia provinciale
15 novembre 2014

TERAMO - Ennesimo sversamento nel fiume Tordino denuncia il Wwf di Teramo intervenuto questa mattina, a seguito di una segnalazione, per un sopralluogo nel parco fluviale del Fiume Tordino in zona Cona all’altezza dei campi di calcetto. L’acqua del fiume appariva ricoperta da una schiuma biancastra maleodorante, probabilmente di origine organica. “Non è certo la prima volta che segnaliamo episodi del genere”, dichiara Donatella Policreti del WWF Teramo. “Pochi mesi fa, presentammo un esposto alla magistratura su un episodio analogo. Purtroppo sembra che i fiumi siano terra di nessuno. Sversamenti, deviazioni del corso naturale, abbandono di rifiuti, taglio sconsiderato della vegetazione lungo gli argini, depuratori inesistenti o mal funzionanti: ogni volta se ne parla per qualche giorno sui giornali ed in televisione, ma poi tutto tace fino al prossimo episodio. Se questo è il modo in cui si combatte l’inquinamento non devono certo meravigliare i dati presentati l’altro giorno dal Corpo Forestale sullo stato di qualità dei corsi d’acqua teramani”. Secondo la Forestale infatti il 91% dei depuratori della provincia di Teramo è fuori legge. Il Wwf (che ha scattato le foto pubblicate in questo articolo) auspica un pronto intervento delle forze dell’ordine ed una più concreta azione di repressione di questi crimini di natura. Sulla vicenda ha preso posizione il consigliere provinciale Vincenzo Di Marco che ha garantito di attivarsi fin da subito per fare chiarezza sull’emergenza segnalata dal WWF. «Segnalerò il tutto al comando della Polizia Provinciale, che ha competenza di reati ambientali, per verificare quanto accade e per risalire alla fonte dello sversamento. Sono consapevole da amministratore pubblico della situazione di emergenza in cui versano i nostri fiumi e della grande quantità di fondi pubblici che occorrono per la depurazione delle acque. Bisogna che la prossima programmazione regionale e comunitaria dei fondi dia risposte concrete in materia di inquinamento delle acque, prevenzione dei fenomeni di erosione e bonifica delle discariche. I fiumi sono diventati orami luoghi spersonalizzati, soggetti a reati ambientali e posti dove intervenire nell’immediato per mettere a sicuro la popolazione e le aziende da possibili esondazioni. La Provincia su questo tema nei prossimi mesi batterà più di un colpo e metterà in campo, in stretta sinergia con i comuni dove insistono i fiumi, una forte azione di programmazione di interventi e progetti per ottenere fondi regionali, statali e comunitari. L’obiettivo sarà quello attraverso interventi di sistema come il contratto i fiume di far tornare la presenza umana sui fiumi, che potranno tornare ad essere interessati anche da attività compatibili con l’ambiente ed essere fonte di lavoro e di occupazione».

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