Sedici anni all'ex idraulico per la fucilata alla vicina di casa

Mario Ciabattoni uccise la dominicana Felicia Mateo al culmine di anni di liti condominiali: condannato col rito abbreviato senza le aggravanti, come aveva chiesto la difesa. Detenuto a Torino, ha anche tentato il suicidio a Natale
30 gennaio 2014

TERAMO - Sedici anni di reclusione con il rito abbreviato: è questa la condanna che il gup del tribunale di Teramo, Domenico Canosa, ha inflitto a Mario Ciabattoni, il 74enne ex idraulico di Bellante, che lo scorso 20 agosto uccise con una fucilata la vicina di casa Felicia Mateo. Il pm ministero Davide Rosati, aveva chiesto la condanna a 16 anni e 4 mesi, ritenendo sussistenti anche le aggravanti della premeditazione e del trasporto a casa del fucile con lo scopo di usarlo per uccidere la donna, escluse invece nella sua decisione dal giudice, che ha anche concesso le attenuanti generiche come richiesto dalla difesa. Soddisfazione è stata espressa dal legale che difende Ciabattoni, Cataldo Mariano: «Possiamo ritenerla una sentenza equilibrata, che rende giustizia alla vicenda. Adesso confidiamo nell'appello, affnchè possa intervenire con un ritocco nella determinazione della pena, che se vogliamo costituisce l'unico passaggio poco chiaro della sentenza: aspetteremo dunque la motivazione per capire. Diamo atto però sia al pubblico miinstero Rosati che al giudice Canosa di aver affrontato il processo con doveroso impegno». Il prossimo passaggiko che impegnerà la difesa dell'ex idraulico sarà adesso il miglioramento delle condizioni di detenzione di Ciabattoni. L'ex idraulico è infatti detenuto da quattro mesi a Torino, in un carcere dotato di una sezione ad hoc per chi ha problemi cardiaci e di diabete. Più volte il difensore ha presentato istanza di scarcerazione per motivi di salute, anche alla luce di un tentativo di suicidio messo in atto dal 74enne a ridosso del Natale. Fino ad oggi ogni richiesta di questo tipo è stata rigettata. Alla luce dell'omicidio, come sottolineato anche dalla difesa nella sua arringa, il clima di dissapori e continui dissidi  instauratisi tra i vicini: la donna dominicana viveva infatti con le figlie minorenni al piano superiore dell'abitazione di Ciabattoni e nel corso degli anni la convivenza difficile si era arricchita di episodi giudiziari, con denunce reciproche, culminati nel provvedimento di allontanamento coattivo della donna dal condominio di Villa Rasicci diBellante, per tre mesi. Al suo ritorno, però, le liti erano ricominciate fino al tragico epilogo dell'omicidio.

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