Servizio mensa sospeso: l'Udu offre pasti gratis

I rappresentanti del gruppo studentesco: «Abbiamo fame di diritti e servizi». Pasta al forno per tutti
20 gennaio 2014

TERAMO - «Abbiamo fame di diritti  di servizi». Con questo lo slogan i  ragazzi dell’Udu, Unione degli Universitari, stamattina hanno offerto il pranzo a tutti gli studenti dell’Ateneo teramano. L’idea è nata dal fatto che la mensa universitaria, a causa dello spostamento all’interno del Campus e dell’imminente apertura, prevista per dopodomani, ha sospeso il servizio. Per questo stamattina, subito dopo mezzogiorno, i rappresentanti del gruppo studentesco si sono organizzati con teglie di pasta al forno fatta in casa e hanno distribuito pasti gratuiti agli studenti. Inizialmente i ragazzi avevano annunciato di voler organizzare la manifestazione nei corridoi di Giurisprudenza, poi, dopo le rimostranze del rettore Luciano D’Amico, che ha detto ai ragazzi di spostarsi, i pasti sono stati distribuiti all’interno dell’aula riservata all’Udu.  

I MOTIVI DELLA PROTESTA - L’azione di protesta, spiegano i ragazzi dell’Udu in una nota, è nata per denunciare i ritardi nell’apertura della mensa, prevista per il 7 gennaio scorso, «i lavori – sottolineano i rappresentanti – avrebbero dovuto svolgersi durante le vacanze natalizie, per non arrecare disservizi agli studenti. La mancanza della mensa, anche se per pochi giorni, è comunque un disagio forte avvertito da tutta la popolazione studentesca, non solo da coloro che risultano essere beneficiari di borsa di studio. L’iniziativa era proprio volta a rappresentare tale disagio e ha visto il favore degli universitari che hanno partecipato significativamente all’evento». L’iniziativa serve anche a rimarcare la contrarietà degli studenti al fatto che la mensa sia stata realizzata nei locali che ospitavano la biblioteca di Scienze politiche, accorpata a quella di Giurisprudenza. «Ricordiamo che negli ultimi anni – si legge ancora nella nota - l’UniTe ha aumentato la tassazione studentesca senza però corrispondere un oggettivo aumento dei servizi erogati e specifichiamo che senza l’intervento legislativo della cd “Spending review” che, escludendo dal computo delle tasse universitarie rispetto al fondo di finanziamento ordinario (FFO) gli studenti fuori corso e stranieri, sarebbe da includere tra gli atenei cd “fuori legge” per il superamento del tetto massimo fissato al 20% ( la tassazione studentesca non può superare il limite massimo del 20% rispetto all’FFO). Ovviamente ribadiamo quanto sia positivo e necessario lo spostamento della mensa presso il Campus di Coste Sant’agostino; si poteva magari trovare una migliore collocazione». I ragazzi hanno trovato ingiusto l’interveto del rettore e del direttore amministrativo, «ci hanno detto di spostarci nella nostra aula e non di stare nei corridoi, pena la denuncia alle autorità sanitarie. Nonostante la legislazione fosse a nostro favore (regolamento 852 del 2004 (regolamento che insieme a 853,854,882 forma il cosiddetto "pacchetto igiene") abbiamo preferito assecondare tale richiesta, che di fatto non ha influito sul copioso numero di studenti che hanno aderito. La nostra iniziativa era volta a fornire un servizio “sostitutivo” certi che avremmo trovato l’appoggio di tutti gli studenti perché essere studenti significa avere dei diritti ed essere dell’udu vuol dire difenderli»

 

 

Voto medio (0 voti; 0)
Vota:
counter