Sfratto 'congelato' a Villa Mosca, ma sindaco e Sportello sociale accusano la Regione: «Autorizzi il ricorso all'emergenza abitativa»

La drammatica lotta per l'abitazione. Sospesa la procedura che coinvolgeva una madre con due bambini
30 ottobre 2018

TERAMO - Può essere ascritta alla sensibilità del sindaco D'Alberto e alla tenacia dello Sportello Sociale de Centro politico Santacroce la sospensione delle procedure di sfratto per la famiglia residente nell'alloggio popolare di via Battistelli e la sistemazione in albergo delle due mamme con bambini costrette a dormire all'addiaccio dopo lo sgombero forzato dalle lorto abitazioni di qualche giorno fa. Lo sottolinea lo stesso Centro Politico, il primo ad attivare un servizio così utile a quanti hanno difficoltà a reperire una casa, che attraverso il lavoro dell'avvocato Stefania De Nicolais ha chiesto anche l'attivazione di un Osservatorio permanente sul diritto alla casa. Ma la battaglia è ancora lunga. Si tratta soltanto di un rinvio del problema perchè, come sottolineano anche lo stesso sindaco e lo Sportello Sociale, «si è in attesa dell'autorizzazione da parte della Regione dell'autorizzazione al comune di Teramo a utilizzare il 30 per cento delle abitazioni popolari di proprietà del comune da destinare ad emergenza abitativa». D'Alberto ha riadito la sua posizione in merito all'impegno nel trovare una soluzione legale per queste situazioni, dove l'emegenza abitativa è una priorità da risolvere: «Si tratta purtroppo di una situazione - ha detto - in cui ci troviamo per via di scelte del passato inaccettabili, tipo il blocco delle graduatorie per l'assegnazione delle case popolari, che noi abbiamo subito riaperto come una delle prime nostre decisioni».

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