Sicurezza: il comitato si riunisce a Giulianova

Il 14 tra gli argomenti anche i tagli del Viminale
11 marzo 2014

TERAMO - Mastromauro mantiene la promessa: il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica si terrà a Giulianova, nello specifico il 14 marzo prossimo. In una nota del Comune di Giulianova si ricorda come il sindaco Mastromauro (in piena protesta per le soppressioni stabilite dal Viminale), avesse annunciato il fatto in seguito al placet del prefetto di Teramo Valter Crudo già alcuni mesi fa. Una precedente riunione si era già tenuta a Giulianova nel 2010 e il primo cittadino giuliese sottolinea con orgoglio che la sua città ospiterà nuovamente il Comitato in un momento peraltro tanto delicato per l'ordine pubblico locale. Per Mastromauro l'incontro "consentirà di radiografare le criticità presenti e di approntare un sistema integrato di sicurezza teso alla gestione unitaria e condivisa delle questioni riguardanti l’ordine e la sicurezza pubblica nel territorio. E ciò in un momento in cui, come indicano i recentissimi dati Istat rielaborati e diffusi  dall'Assiv-Confindustria, il senso di insicurezza delle famiglie abruzzesi è aumentato nel 2013 dell'8,5%. E' una percezione da tenere in grande considerazione e a cui corrisponde, come logica conseguenza, una sempre più forte domanda, da parte dei cittadini, di presenza di forze dell'ordine nel territorio. Ne sono esempio – prosegue il sindaco -  le recenti assemblee dei Comitati di quartiere “Centro Storico” e “Frazioni”, tenutesi rispettivamente il 9 gennaio e il 7 febbraio scorsi, dove la principale questione all'ordine del giorno verteva proprio sulla sicurezza. Pertanto nella riunione del 14 marzo, alla quale come di consueto parteciperanno i responsabili provinciali delle forze dell'ordine insieme con i sindaci delle località costiere del Teramano e del capoluogo di provincia”, conclude il primo cittadino, “si avrà anche modo di affrontare la questione relativa al piano di riduzione dei presidi di polizia approntato dal Viminale. Contro il quale, e ne sono lieto, si sta ampliando il fronte dei “no”.

 

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