Stato di agitazione all'Izs. Sindacati contro i revisori

Da sei mesi manca il saldo della produttività dell'anno scorso. Chiesto l'intervento del prefetto
28 novembre 2014

TERAMO - Stato di agitazione all'Istituto zooprofilattico "G. Caporale" di Teramo. Lo annunciano i sindacati della Funzione pubblica della Cgil e della Cisl, motivandolo con il mancato pagamento del saldo della produttività relativa al 2013, che ammonta a 750 euro a testa. Tale produttività, scrivono i sindacati, era stata erogata nella misura del 60% nel mese di maggio dopo la presa di posizione e rsponsabilità del direttore generale dell'Ente, Fernando Arnolfo. Il personale è però rimasto in attesa del saldo finale che però il direttore generale non può erogsre a causa delle questioni sollevate dal Collegio dei revisori. Un tentativo di confronto con il presidente del Collegio dei revisori, da parte dei sindacati, per conoscere l'oggetto dell'impedimento e verificare la possibilità di soluzioni conciliative, è stato vano: «A sindacati è stata negata persino la possibilità di avere il suo recapito telefonico e, pertanto, si è chiesto l'incontro al Prefetto». I dipendenti, insomma, si troverebbero tra due fuochi nella già nota contrapposizione tra gli organi di gestione dell'Izs. «Ciò che risulta incredibile e non accettabile - scrivono Giuseppe Cirillo delle Cgil, Andrea Salvi della Cisl e Monia Pecorale della rappresentanza interna - è che alla presenza delle medesime questioni, lo scorso anno il Collegio dei Revisori non ha sollevato alcuna opposizione e la produttività del personale del comparto è stata pagata regolarmente». E si annuncia un botta e risposta anche sotto il profilo legale: «I revisori hanno chiesto che l’Istituto recuperi le somme che ritiene indebitamente erogate ai dipendenti, a qualsiasi titolo: sappiano, i revisori, che i sindacati  chiederanno all’Istituto di farsi restituire le somme pagate al Presidente del Collegio dei Revisori per non essersi accorto, lo scorso anno, delle questioni che solo oggi solleva». I sindacati, oltre a rivolgersi per un intervento personale al prefetto, chiedono che anche la politica locale e rgionale intervenga a sostegno dei dipendenti dell'Istituto zooprofilattico.

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