«Subito la statizzazione del Braga»

Nuovo appello per la riforma dell'istituto musicale dal Coordinamento nazionale che raccoglie oltre 200 docenti
09 agosto 2014

TERAMO – “Statizzare immediatamente il Braga”: la battaglia per la statizzazione dello storico istituto musicale teramano continua e a scendere in campo stavolta sono i 15 rappresentanti del ‘Coordinamento 15 maggio 1930’ costituito da circa 200 docenti provenienti dagli ex istituti musicali pareggiati del Paese. Per il liceo teramano, rappresentato nel coordinamento dal maestro Oreglia, il coordinamento chiede in sostanza il rispetto della sentenza del Tar del Lazio che, a gennaio di quest’anno, ha condannato il ministero dell’Istruzione a procedere con la statizzazione del Braga. La riforma – tra l’altro sancita anche dalla legge 508 del 99 che prevedeva la statizzazione degli ultimi 20 ex istituti musicali pareggiati – di fatto è tornata ad essere messa in discussione dalle dichiarazioni del ministro Stefania Giannini nel corso di un intervento, ad aprile, in commissione al Senato. Intervento in cui la Giannini mette in luce “l’estrema onerosità, fuori portata nelle condizioni attuali” per la riforma, oltre “alle complessità relative allo stato giuridico del personale”. Di qui l’intenzione del ministro verso una “migliore distribuzione fra la formazione di base e quella successiva, con una ripartizione dei costi del personale”, e l’impegno ad adottare “un provvedimento di riordino in accordo con il Parlamento” per uscire “dall’attuale disordine normativo-gestionale”. “Forse il ministro non è informato del fatto che l’attuale ‘disordine normativo-gestionale’ è dovuto unicamente alla alla mancata statizzazione di questi storici istituti”, attacca però il movimento che contesta anche la presunta “onerosità” degli istituti e del suo personale. Il movimento, al quale hanno aderito anche circa 200 tra studenti, familiari e simpatizzanti, chiedono dunque “allo Stato di non abbandonare al proprio destino queste istituzioni. Senza indugio – chiudono i 15 rappresentanti - occorre riprendere il processo di statizzazione, unico modo per garantire la sopravvivenza di questi presidi culturali”.

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