«Sul Ruzzo intervenga la Commissione di Controllo e garanzia»

Fracassa (Futuro In) lancia l'appello durante il Question Time. «Personale in esubero a casa per risanare l'azienda»
09 maggio 2013

TERAMO – La vicenda Ruzzo approda anche in Consiglio comunale. La questione è stata sollevata oggi nel corso della seduta riservata alle interrogazioni, dal capogruppo di “Futuro In” Franco Fracassa, che ha lanciato una serie di interrogativi polemici. «Vogliamo sapere – ha detto Fracassa- quali e quanti sono i reali debiti del Ruzzo, se davvero ammontano ai circa 70 milioni di euro o se ne sono di più, vogliamo sapere come si sono creati gli 80 esuberi di cui si è parlato, come sono state scelte queste persone, per meriti, per cognomi, o secondo quale altro criterio? Chiedo che della questione si occupi anche la Commissione di Garanzia e controllo del Comune». Il sindaco Maurizio Brucchi ha risposto criticando la «troppa litigiosità presente all’interno del Cda», invitando il consiglio di amministrazione della società acquedottistica a «presentarsi dimissionario all’assemblea dei sindaci» e allo stesso tempo a presentare un bilancio di quanto fatto fino ad oggi e un piano di risanamento per il futuro «è un atto di rispetto nei confronti dei sindaci», ha puntualizzato Brucchi. Il sindaco ha anche invitato i componenti del Pd, citando, in particolare, Robert Verrocchio, a «mantenere un profilo più basso sulla vicenda, anche perché non ho inteso approfondire finora la genesi di questi debiti, ma di certo non sono addebitabili alla gestione di centrodestra». Brucchi ha inoltre lanciato uno strale contro chi ha guidato il Ruzzo negli anni passati. «Il Ruzzo – ha affermato – per anni ha amministrato in difformità rispetto a quanto previsto dall’Ato, l’ente di controllo, ci sono 30 persone in più che non sono previste, manca un Piano industriale, e tutto questo risulta in maniera chiara dagli atti ufficiali dell’Ato. Serve una seria e severa spending review, immediatamente. Mentre Brucchi ha sottolineato la necessità di salvare, comunque, i posti di lavoro, Fracassa ha invece sottolineato che «con tutti questi stipendi in più da pagare, nessuna azienda riuscirebbe mai a risanare il proprio bilancio, come mai non è mai stata fatta la pianta organica? Forse perché altrimenti verrebbe fuori il numero esatto delle persone in esubero». 

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