Sventato omicidio-suicidio con il gas: ex infermiere voleva metter fine alla sofferenza della figlia disabile

Villa Rupo, salvati da pompieri, Polizia di stato e 118: l'uomo aveva sigillato la stanza da letto e aperto le valvole di due bombole. L'allarme lo ha dato un cognato
05 luglio 2019

TERAMO - Non voleva più far soffrire la figlia ventenne, affetta da un gravissimo handicap fisico e psichico, l'infermiere in pensione di 78 anni che questa mattina a Villa Rupo, poco prima dell'alba, ha sigillato la camera da letto in cui dormiva con la ragazza, aprendo le valvole di due bombole del gas, per saturare la stanza e morire insieme. A sventare l'omicidio-suicidio sono stati i vigili del fuoco di Teramo e gli agenti della volante della Polizia di Stato, intervenuti sul posto assieme al personale del 118, su segnalazione di un cognato dell'uomo che attorno alle 8:30, non avendo risposta al campanello di casa e sentendo un forte odore di gas, ha subito dato l'allarme. I due sono stati trovati in stato soporoso, leggermente intossicati ma per fortuna non in maniera grave, dalle esalazioni e trasferiti entrambi al pronto soccorso dell'ospedale di Teramo: lui è stato successivamente ricoverato in psichiatria all'ospedale di Giulianova con un trattamento sanitario obbligatorio, mentre la giovana donna disabile, che versa in condizioni sanitarie precarie, è stata trattenuta in ospedale in osservazione ma nelle prossime ore dovrebbe essere affidata ad una struttura protetta. Sul drammatico caso indaga la polizia, che dovrà chiarire anche quale tipo di assistenza sociale abbia ricevuto la ventenne, disabile dalla nascita e che sarebbe cresciuta senza la presenza della madre, da tempo allontanatasi dal nucleo famigliare per problemi personali.

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