TeAm-Comune, l'arbitrato sui crediti inesigibili resta una minaccia: si cerca l'accordo

Sindaco, assessore Di Bonaventura e i tecnici alla prima riunione del tavolo tecnico con la governance della municipalizzata
12 gennaio 2019

TERAMO - Dopo un mese e mezzo si torna a parlare dei crediti che la Teramo Ambiente vanta nei confronti del Comune di Teramo, dopo la minaccia di arbitrato a cui la municipalizzata voleva fare ricorso e che resta sempre una ipotesi concreta qualora non si raggiungesse un accordo sui conti in sospeso. I circa 3,7 milioni di euro in ballo sono stati l’argomento principale del tavolo tecnico che si è tenuto nella sala giunta in via Carducci. E’ la sede di confronto decisa nel burrascoso Consiglio di amministrazione che il 30 novembre seguì di qualche giorno la notizia rivelata da ‘La Città’ dell’arbitrato cui la TeAm voleva ricorrere per fare chiarezza una volta per tutte sulla questione debiti del Comune. Si è chiusa con un nulla di fatto e rinviata alla fine di gennaio, ma dalle prime schermaglie, anche se l’argomento non era da tutti padroneggiato allo stesso modo, e per questo servirà un approfondimento, si è chiaramente inteso che l’accordo è sicuramente più difficile sui crediti inesigibili che sul resto delle somme. Per queste somme, che valgono 1,2 milioni, cioè, lo spettro dell’arbitrato, che assomiglia molto a un decreto ingiuntivo ma dalla procedura più ‘morbida’, è sempre presente. Affidare a ‘giudici’ terzi la contesa è probabilmente, in questo caso, percorso più agevole.
D’altronde quella dei crediti non riscossi costituisce discussione aperta da anni, che ha conosciuto anche punte di rissosità accese, soprattutto tra l’ex ad Luca Ranalli e l’ex sindaco Maurizio Brucchi, finanche a far registrare un ricorso al Tar da parte dell’amministratore. Le posizioni sono note. Le somme non riscosse delle tasse sui rifiuti negli anni dal 2007 al 2009 - periodo in cui l’azienda dell’igiene urbana svolgeva anche la riscossione e la Soget quella coattiva -, il Comune le giustifica come ‘rischio d’impresa’ della TeAm, che al contrario ritiene che debbano essere comunque a carico dell’amministrazione che le affida il servizio. Ieri c’erano il sindaco Gianguido D’Alberto con l’assessore Valdo Di Bonaventura e i ‘tecnici’ comunali: i dirigenti Furio Cugnini, Remo Bernardi, Adele Ferretti, la responsabile Alessandra Cafà, A loro la governance TeAm, il presidente Pietro Bozzelli e l’amministratore delegato Pietro Pelagatti, hanno ribadito la necessità di individuare al più presto un piano di rientro di questo somme, ma soprattutto di capire quale strategia l’amministrazione intende perseguire laddove le precedenti hanno lasciato andare il problema, fino ad accumulare un debito enorme. Ricordiamo infatti che oltre ai crediti non riscossi o inesigibili, c’è la somma che riguarda i conguagli dei Piani economici finanziari dal 2010 al 2014 (1,3 milioni di euro), 380mila euro di anticipazioni per i lavori post-sisma del cimitero e altri 6-700mila tra verde pubblico e razionalizzazione della spesa.

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