TeAm, sarà il consiglio comunale ad esprimersi sul gradimento al nuovo socio privato

Il sindaco Gianguido D'Alberto convocherà l'assise per discutere l'ordine del giorno. Ha tempo fino alla fine di maggio
26 aprile 2019

TERAMO - Il gradimento sul nuovo socio della Teramo Ambiente sarà quello che verrà fuori dalla discussione nel Consiglio comunale di Teramo. E' quanto sostiene il sindaco Gianguido D'Alberto, che intende sottoporre alla collegialità del consiglio questa valutazione, molto delicata per il futuro della partecipata. "L'ufficio legale del Comune - ha detto ieri mattina il primo cittadino - sta studiando le carte e a breve mi rimetterà un parere legale sull'esercizio della clausola di gradimento e come esso viene formato, soprattutto su quali aspetti va modulato". In ogni caso, il parere sarà portato in consiglio per essere discusso, assieme a tutte le novità intercorse sull'argomento dalla data dell'ultima riunione civica. Non ci sarà dunque un consiglio straordinario sulla TeAm come chiesto dal consigliere Giandonato Morra: "Sarà un consiglio ordinario - ha spiegato D'Alberto -, in cui inserirò all'ordine del giorno la questione del gradimento al nuovo socio privato della Teramo Ambiente. La data? Sarà fissata in tempo per prendere una decisione nei 30 giorni a disposizione per esercitare la clausola". Il termine entro il quale esercitare la clausola potrebbe essere fissato al massimo entro la fine di maggio, tra il 24 e il 28. E' infatti in corso, da parte del curatore fallimentare Marco Basaglia, la notifica dell'aggiudicazione provvisoria delle quote private (il 49% del capitale sociale della partecipata) alla Comir srl controllata dal Gruppo Gavioli. Da questo momento scattano i 30 giorni fissati dal bando. Il primo cittadino, sulla scorta della valutazione del consiglio, dovrà dunque non solo esprimere il gradimento, ma in caso di parere negativo, dovrà anche indicare un terzo soggetto privato che sia disposto ad accollarsi la spesa di un milione e 755mila euro per rilevare la quota privata dell'asset TeAm di Enertech. Non è possbile al momento, formulare ipotesi su come andrà a finire. Certo è che il nome Enertech associato a quello del suo proprietario ed ex Ad della Teramo Ambiente, Stefano Gavioli, non evocano ricordi positivi sotto l'aspetto gestionale della partecipata. Più volte anche lo stesso sindaco si è espresso in maniera non del tutto positiva, evocando gli errori commessi nel passato dall'amministrazione comunale, e sottolineati nel suo ruolo, allora, di consigliere di opposizione, circa la proroga dell'affidamento del servizio alla TeAm targata Enertech. Oggi, l'asta veneziana ha di fatto riproposto quel modello organizzativo, laddove Enertech, partecipata al 100% da Gavioli Srl, verrebbe sostituita da Comir srl, partecipata al 100% da Gavioli Srl e il cui amministratore unico è Stefano Gavioli. Non a caso anche il gruppo Cunquestelle in consiglio, con la capogruppo Pina Ciammariconi, si è espressa per un rigetto dell'aggiudicazione all'asta alla Comir, invitando il sindaco a percorrere le altre consentite dl bando, e altre voci dissenzienti, o comunque di richiamo ad una profonda accortezza, si levano un pò dovunque tra gli ambienti politicie e perfino sindacali.
Intanto sul destino di questa aggiudicazione incombe il ricorso presentato mercoledì dall'imprenditore teramano Franco Iachini, la cui proposta di 1 milione 705mila euro era stata superata da quella di Gavioli, con i definitivi 50mila euro in più. E' probabile che una decisione del giudice delegato al fallimento della Enertech, Daniela Bruni, giunga prima della riunione del Consiglio comunale.

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