«Teatro Comunale fuorilegge da 21 anni»

Nel mirino di Teramo 3.0 l'assenza del certificato prevenzione incendi dal '93
01 agosto 2014

TERAMO – “Il Teatro Comunale è fuorilegge dal 1993”. L’accusa arriva dal movimento civico Teramo 3.0 che, con tanto di atti e carte alla mano, questa mattina in conferenza stampa ha denunciato i “ventun’anni di irregolarità” nella gestione della struttura priva del necessario ‘Certificato Prevenzione Incendi’. Tutta la documentazione è stata acquisita grazie ad un accesso agli atti ai vigili del fuoco. Dal dossier emerge appunto che l’ultimo Cpi valido risalirebbe al 25 maggio 1993. Dopo questa data più nulla. “Com’è possibile – questa la domanda dei due esponenti dell’associazione, Enrico Melozzi e Mauro Baiocco – che la Smeraldo/Spinozzi abbia potuto effettuare attività nel teatro in violazione della legge e mettendo a rischio l’incolumità di cittadini, spettatori e di chi lavora nel Comunale?”. Dal ’93 si passa poi al 2008, e cioè al bando per l’affidamento della gestione della struttura che pone la Cpi a carico del gestore anche se, nel 2010, una determina del Comune attribuisce la competenza alla proprietà, vale a dire alla stessa amministrazione comunale. “I lavori dunque non li ha fatti nessuno – continuano Melozzi e Baiocco – e il bando è andato deserto perché nessuno voleva accollarsi i costi della messa a norma”. Passano gli anni “nell’illecito” e si arriva a maggio di quest’anno: l’ispezione di un vigile del fuoco attesta l’assenza del certificato antincendi e il Comunale viene chiuso. Tra giugno e luglio, solo 17 ordinanze del sindaco Brucchi consentono di tenere aperto il teatro per la stagione dei saggi, mentre i vigili del fuoco rigettano le due domande Scia (Segnalazioni certificative d’inizio attività) presentate dal concessionario Smeraldo/Spinozzi perché la documentazione sugli interventi di adeguamento alla normativa antincendio è carente. L’ultimo stop è del 22 luglio, per l’integrazione i tempi a disposizione solo di soli 10 giorni. Nel frattempo durante la pausa estiva dovrebbero essere effettuati i lavori di messa a norma. “Chi li effetuerà? La Spinozzi o il Comune?”, si chiedono ancora i due rappresentanti di Teramo 3.0, “e chi sosterrà i costi che secondo alcune fonti dovrebbero aggirarsi intorno ai 200mila euro?”. L’associazione mette dunque in dubbio l’avvio della stagione teatrale per il mese di ottobre e chiede “che venga immediatamente revocato l’affidamento alla concessionaria”. Già pronto inoltre un esposto alla Procura: “Questa è una città con due giustizie – attacca Baiocco – per la nostra occupazione dell’ex Oviesse abbiamo subito uno sgombero in “stile nazista” e c’è una richiesta di rinvio a giudizio. Vogliamo che su questi vent’anni di illegalità ci si muova con la stessa forza”. Sul caso questa mattina è intervenuta in conferenza stampa anche la consigliera comunale Maria Cristina Marroni (‘Finalmente Pomante’). “In Italia non si fa mai prevenzione fino a quando non succede la tragedia – queste le parole della consigliera ‘arancione’ che chiede “come mai è stata autorizzata la riapertura del Comunale nonostante l’assenza del certificato prevenzione incendi. Mi farò portavoce con tutta l’opposizione di questa vicenda per verificare se gli interventi di adeguamento saranno fatti e a chi toccherà pagarli”.

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