Teramo Ambiente, i tempi lunghi mettono in crisi l'azienda. D'Alberto: "Non staremo a guardare"

La proposta di concordato farebbe saltare i piani di un rilancio immediato. Iachini: "Se la gara fosse partita prima..."
31 marzo 2019

TERAMO - Dalla misurata euforia per un possibile rilancio alla evidente preoccupazione per un probabile stallo, che niente di buono può portare nella vita della partecipata. E’ questo l’effetto provocato dalla notizia, anticipata da ‘La Città’, della proposta di concordato fallimentare per la Enertech, avanzata al tribunale di Venezia da un competitor per il momento sconosciuto. All’indomani del colpo di scena, è chiaro solo quale conseguenze potrebbe subire la vita della società dell’igiene urbana: l’acquisto della sola quota azionaria privata in TeAm da parte di un nuovo socio (e per il momento c’è quella dell’imprenditore teramano Franco Iachini), farebbe sbloccare l’impasse societario al massimo entro il 18 maggio, termine entro il quale il Comune dovrà esercitare il gradimento dopo l’aggiudicazione. Al contrario, l’eventuale modifica del percorso concorsuale verso un concordato, comporterebbe tempi che mal si conciliano con la necessità della TeAm di trovare una via di uscita ad una crisi evidente. E il sindaco a fare la sintesi sulla posizione del Comune: “La novità che abbiamo letto - ha commentato ieri dopo aver sentito al telefono anche lo stesso Iachini -, incide in maniera evidente sulla procedura in atto. Quello che mi sento di dire è che contatterò il curatore fallimentare per chiedere di fare in fretta, qualsiasi valutazione facciano. Noi abbiamo fatto il nostro, fotografando la questione e tutte le problematiche, mettendola nero su bianco, e portandola sia al tavolo della curatela che del giudice fallimentare”.
Franco Iachini ieri mattina, parlando ai giornalisti in una conferenza stampa, ha confermato l’intenzione della sua società di non misurarsi con una eventuale proposta alternativa di concordato fallimentare: “Faccio l’imprenditore non il finanziere - ha detto - e non punto all’investimento per avere rendite nell’immediato. Io punto sulla TeAm a cui tengo e su cui ho delle precise idee, con un piano industriale che presenterò qualora ottenessi il gradimento del socio di maggioranza relativa. Non mi aspettavo questa svolta, mi rammarico  che la gara non sia partita nei tempi che io mi auspicavo, perché io ho presentato la mia proposta a novembre e i tempi si sono allungati iper alcune interferenze, c’è stato quindi chi ha potuto approfondire le carte e per carità sarà sicuramente qualcuno più bravo di me”. Dunque sulla TeAm incombe una nube grigia, legata indiscutibilmente ai tempi di una nuova procedura ma anche all’identità e agli obiettivi dello sconosciuto investitore. Perché non è chiaro quale interesse rivesta nel business plan la ‘porzione’ del fallimento che riguarda la partecipata teramana e dunque quasi siano gli obiettivi di investimento. “Io so cosa avrei fatto lo so: avrei puntato sulle potenzialità della Teramo Ambiente che fino ad oggi non è stato possibile concentrarsi, puntando - ha aggiunto Iachini - sulla valorizzazione del personale e il suo impiego in altri servizi e commesse, anche per giustificare l’elevato numero di dipendenti”.
“Il Comune non starà certo a guardare - dice con fermezza il sindaco D’Alberto -. Se come emerge, c’è il rischio che lo stato di incertezza e di indeterminatezza si prolunghi, noi studieremo il da farsi percorrendo tutte le strade che la normativa e la legge ci permette”. 
Non può mancare però una riflessione su quello che forse ha originato tutto questo, con un passo indietro fino al 2010 proprio quando comparve Enertech sul cammino della TeAm: “Non mi stancherò mai di dirlo: questo è l’effetto di scelte del passato, si sta incancrenendo una situazione figlia di errori clamorosi del passato, quando Enertech avrebbe dovuto uscire dalla TeAm e invece si è scelto di tenere dentro un socio senza requisiti al quale è stato anche riaffidato il servizio”. Intanto tutto resta com’è, in attesa della pronuncia della curatela, del giudice fallimentare ma soprattutto del comitato dei creditori. L’asta potrebbe essere sospesa o prorogata, ma intanto c’è e pone ancora il 16 aprile come data spartiacque tra la vecchia e la nuova TeAm, per cui oggi ancor di più si fa il tifo. E in questa ottica il primo cittadino protesto verso una ‘normalizzazione’ dei rapporti con la governance, che domani incontrerà per il tavolo sui debiti/crediti da lui stesso chiesto: “Dopo il consiglio comunale e l’approvazione del Pef ho sentito il presidente Pietro Bozzelli e l’Ad Pietro Pelagatti - dice D’Alberto -. Bisogna lavorare insieme per creare i presupposti perché dopo il 17 aprile si possa aprire una pagina comunque nuova” 

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