Teramo Ambiente, il consigliere Cardelli stronca l'accordo bipartisan sul bando

"Fumose concessioni sulla tariffa puntuale e nessuna preclusione ai gestori delle discariche"
08 settembre 2015

TERAMO - Netta stroncatura arriva dal consigliere di minoranza Paola Cardelli sull’accordo che maggioranza e opposizione hanno raggiunto per dare il via libera alla gara a doppio oggetto per la scelta del socio privato e l’affidamento dei servizi della Teramo Ambiente. Una delibera che per la Cardelli avrebbe meritato ostruzionismo e barricate da parte dei colleghi piuttosto che una “compiacenza” accordata sulla base di quelle che ritieni “fumose consessioni”. «Intanto la validità della seduta è stata consentita solo grazie alla presenza in aula della minoranza», spiega il consigliere «ma anche la tariffa puntuale è diventata una chimera: l’ingiustificato rinvio, di almeno due anni, persino della mera valutazione di un programma di sperimentazione, accolto dalla minoranza come “apertura”, implica di fatto un affossamento del progetto poiché l’amministrazione aveva già assunto l’impegno in Consiglio di iniziare la sperimentazione dal gennaio 2015 e dunque non è più plausibile dare credito a una ulteriore dilazione». Inammisibile secondo la Cardelli è inoltre il fatto che non ci sia nessuna preclusione dalla gara ai gestori regionali di discariche ed affini che hanno tutto l’interesse a tenere alto il quantitativo di indifferenziato (a marzo la Deco, azienda di Di Zio, ha dovuto licenziare 30 dipendenti poiché il conferimento in discarica ha subito una “eccessiva” diminuzione e gli impianti non lavorano a pieno regime). Per gli obiettivi di raccolta differenziata è consentito, per i primi tre anni, violare i limiti di legge (sotto il 65%) ed è fissato come obiettivo finale e dunque senza tappe intermedie, il raggiungimento del 70%. «Neppure una sanzione è prevista per il mancato conseguimento di questi patetici risultati».«Da consigliere e da cittadina la questione non è assolutamente chiusa», dichiara la Cardelli «e mi auguro che i tanti cittadini teramani, i cui interessi non coincidono con le sorti di una squadra di calcio condannata per gli illeciti commessi, si attivino per tutelarsi».

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