Teramo Ambiente, il primo Cda senza Bozzelli decide di rincarare la dose contro il Comune: ricorso all'arbitrato anche contro i tagli al consuntivo 2018

Convocata l'assemblea dei soci per ratificare la revoca del presidente decisa dal sindaco D'Alberto. Ma sui crediti vantati nessun passo indietro
19 maggio 2019

TERAMO - Il Consiglio di amministrazione della Teramo Ambiente, nella prima seduta senza il presidente Pietro Bozzelli, non cambia linea strategica rispetto alla posizione debitoria del socio di maggioranza pubblica. Il contenzioso con l’amministrazione comunale di Teramo, proprietaria al 49% del capitale sociale di TeAm, resterà in piedi con l’arbitrato avviato nelle scorse settimane, che potrebbe essere ampliato anche ai tagli che il sindaco Gianguido D’Alberto ha operato sul consuntivo 2018. Nella stessa seduta l’amministratore delegato Pietro Pelagatti e la consigliera Elda Forcella hanno approvato la bozza di bilancio della partecipata e convocato l’assemblea dei soci per il prossimo 27 maggio.
Da quando era stato nominato la prima volta dal sindaco Maurizio Brucchi, il 30 gennaio 2015, Pietro Bozzelli non ha dunque presieduto il Consiglio di amministrazione. Secondo l’interpretazione del codice civile, infatti, il decreto di revoca firmato dal sindaco Gianguido D’Alberto è immediatamente esecutivo, e non è necessaria la valutazione da parte dell’assemblea dei soci, ridotta in questo caso ad organismo che deve svolgere un mero compito di presa d’atto. Per questo, dunque, Bozzelli è fuori dall’organo amministrativo della TeAm già dalla data del decreto, anche se su questa interpretazione, complice anche uno statuto lacunoso, i pareri sono discordanti. E’ sicuramente discordante quello del presidente uscente, che ha affidato ai legali l’interpretazione ai fini di un eventuale ricorso contro la revoca. Quanto alla ratifica della decisione del sindaco, l’assemblea dei soci svolgerà il suo compito nella imminente riunione.
In quella sede è presumibile che si tornerà a parlare ancora di debiti e crediti, anche se in una fase molto particolare della vita societaria, in attesa delle decisioni del giudice delegato al fallimento di Venezia sulla proprietà delle quote private della partecipata. Sarà sicuramente argomento di discussione la novità emersa da questo Cda, di voler estendere l’arbitrato anche ai tagli al consuntivo del 2018  che il Consiglio comunale su proposta dell’amministrazione ha approvato. Altri circa 300mila euro che si aggiungono all’abbondante conto economico sospeso dei crediti vantati dalla partecipata che supere i 3,6 milioni di euro. Un motivo in più di discussione per l’assemblea dei soci, un patema ulteriore in una settimana, la prossima importante per diverse scadenze, a cominciare dalla decisione in arrivo da Venezia sull’aggiudicazione o meno delle quote al privato, tra Iachini e Gavioli, e della scadenza dei termini per la presentazione delle candidature al Cda in sostituzione di Bozzelli.

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