Tercoop indebitata col Comune: «Anche per noi l'esenzione canoni come per Piazza Dante»

Chiesto un incontro urgente al sindaco per risolvere il problema del mancato pagamento di 160mila euro di canoni di occupazione: la coop rischia l'esclusione dal bando per le nuove getioni
26 maggio 2016

TERAMO - La Tercoop torna a lanciare il grido di allarme all'amministrazione comunale e chiede un incontro urgente a sindaco ed esecutivo: vogliamo trattare la stessa soluzione prevista per i gestori del parcheggio di piazza Dante o individuare una transazione idonea tra debito nei confronti del comune e indennizzo richiesto allo stesso per la continua riduzione di strisce blu. I 160mila euro di esposizione debitoria di occupazione di suolo pubblico non pagata dall'estate 2014, impone alla dirigenza della cooperativa che gestisce gli stalli a pagamento comunali di trovare una soluzione al più presto: il debito, infatti, potrebbe impedire alla Tercoop di partecipare al prossimo bando pubblico per l’affidamento dei parcheggi, con il risultato che potrebbero perdere il posto 28 persone, delle quali più di un terzo di categorie svantaggiate, oltre a un danno economico per il Comune.

Il debito ha antiche origini. Secondo la Tercoop, la riduzione degli stalli a pagamento ha portato a una diminuzione dei ricavi che non hanno più potuto coprire i costi di gestione. Da qui la decisione «di non versare il canone per l'occupazione del suolo pubblico per poter pagare gli stipendi al personale impegnato nella gestione dei parcheggi, già penalizzato per anni dalla rinuncia alle ferie retribuite, alle tredicesime e all’accantonamento del Tfr». Per la prima volta in 23 anni di gestione la Tercoop si ritrova ad essere indebitata con il Comune di 160mila euro.

«L’Amministrazione comunale - scrive la Tercoop - prospetta e annuncia da tempo centinaia di strisce blu aggiuntive rispetto alle attuali. Nella proposta del nuovo Piano Parcheggi si passa da 483 stalli a pagamento a più di 800. Perché alla Tercoop sono stati solo diminuiti, nonostante gli uffici comunali interessati e lo stesso Sindaco fossero informati delle difficoltà sorte dalla mancata compensazione dei ricavi sottratti?». Da qui la richiesta, l'ennesima, di affrontare il problema: «La Tercoop - è la peroposta - potrebbe essere esentata dal pagamento dell’occupazione del suolo pubblico come è avvenuto per il gestore di Piazza Dante, o in alternativa si potrebbe arrivare a una transazione fra la somma che la cooperativa sociale deve al Comune e gli oltre 300mila euro di mancati ricavi richiesti all’Amministrazione per la continua riduzione di strisce blu, a fronte di maggiori costi di gestione per gli aumenti di Tia e Iva».

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