Terremoto, pratiche ferme per i danni: liquidate 37 domande su 666

Di Stefano: "Molte devono essere integrate, ma l'intervento più importante del condominio Uliveto è stato completato"
17 aprile 2014

TERAMO - Le pratiche per l’ottenimento dei contributi per i danni del terremoto sembrano ferme al palo. E' quanto emerge non solo da una fredda analisi numerica delle pratiche liquidate in rapporto alle richieste inoltrate (666 domande, di cui 140 approvate e 37 liquidate), ma anche dalle numerosi voci di disappunto che i proprietari di alcuni immobili situati nei qurtieri San Leonardo e piazza Sant’Anna, hanno sollevato nei giorni scorsi dalle pagine de Il Centro per il degrado in cui versano gli edifici. Va precisato che tra le pratiche evase ha trovato una soluzione l’intervento più grave dal punto di vista delle lesioni ed economicamente impattante: ovvero quello del condominio Uliveto di San Nicolò dove 33 famiglie sono state costrette a un esilio di 5 anni dalle proprie abitazioni e finalmente , dopo un’iter ferruginoso, dopo Pasqua potranno rientrare in casa. Dai fondi erogati restano tuttavia fuori tanti proprietari impossibilitati a effettuare interventi di recupero o riparazione per via dello stallo in cui versano le pratiche e che assistono impotenti al degrado che affligge le abitazioni in attesa di interventi di agibilità e ripristino. Il problema, secondo il portavoce dei residenti Flavio Bartolini, colpisce in maniera trasversale sia gli immobili con danni strutturali catalogati come B, C, E il cui iter prevede una tappa all’Aquila, sia quelli di categoria A , cioè i danni lievi esaminabili direttamente dagli uffici tecnici del Comune di Teramo. E difatti le 37 pratiche liquidate sono tutte quelle assimilabili alla categoria A a fronte di 334 richieste di cui soltanto 58 approvate. Tutte le altre domande sono ferme al palo, ma a differenza delle responsabilità che il portavoce dei residenti Bartolini imputa all’amministrazione, l’assessore Rudy Di Stefano rimanda alle lungaggini della Protezione Civile ma anche alle difficoltà tecniche legate al completamento di una pratica. «L’amministrazione non ha trattenuto in cassa un euro dei fondi stanziati per il terremoto. Allo stato attuale il Comune di Teramo ha ricevuto circa 3milioni e 500mila euro dalla Protezione Civile. L’intera somma è stata liquidata ma ovviamente non è sufficiente». Basti considerare che quasi l’intero importo, circa 3milioni, è servito a ristrutturare le parti comuni e tutti gli appartamenti del condominio Uliveto. «Abbiamo chiesto di poter ottenere ulteriori due milioni e mezzo di euro da circa 6 mesi, ma dalla Protezione Civile non abbiamo alcun esito». «Va precisato», spiega ancora Rudy Di Stefano, “che molte delle istanze ricevute, non sono valutabili perché devono essere integrate nella documentazione da produrre».

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