Tra due mesi la TeAm avrà un nuovo socio privato. Pubblicato il bando per le quote Enertech

Il curatore fallimentare ha messo in vendita la società fallita con quote azionarie, terreni e un polo tecnologico su una base d'asta di 1,2 milioni di euro. Se non ci saranno offerenti andrà all'imprenditore teramano Franco Iachini
16 marzo 2019
TERAMO - Arriva dal tribunale di Venezia l’iniziativa che entro due mesi potrebbe segnare la svolta decisiva per le sorti della Teramo Ambiente e riaprire un orizzonte di sviluppo. E’ la gara che mette in vendita, all’interno del fallimento Enertech, anche le quote azionarie detenute nella TeAm da questa società fallita nel 2016. La procedura competitiva è stata pubblicata il 12 marzo da Marco Basaglia, il curatore fallimentare della Enertech. L’iniziativa dell’imprenditore teramano Franco Iachini, che poco prima della fine dell’anno ha avanzato una offerta per rilevare la società con sede a Venezia, ha sortito l’effetto da lui sperato: sbloccare l’impasse operativo dell’altra metà della partecipata del Comune, riportando all’interno della compagine sociale un privato in grado di rilanciarne l’attività.
La competizione è dunque aperta. Il temine per la presentazione delle offerte scadrà il 16 aprile a mezzogiorno. Chi vorrà partecipare dovrà versare una cauzione di 120mila euro e fare un’offerta superiore alla base d’asta, fissata a 1,2 milioni di euro, con un rilancio minimo di 50mila. L’apertura delle buste è fissata nello studio del dottor Basaglia all’indomani, il giorno 17 aprile e, a quella, la TeAm avrà sicuramente un nuovo socio privato: perché in assenza di offerte, la Enertech sarà aggiudicata a Iachini, avendo già proposto la sua offerta. Il perfezionamento del trasferimento delle quote azionarie potrà avvenire, come da procedure delle aste, entro un mese al massimo, con un atto notarile che sarà accompagnato dal pagamento in contanti della somma che sarà servita per l’aggiudicazione.
Chi la otterrà, diventerà dunque il nuovo proprietario della Enertech, perché l’offerta prevede un unico lotto per l’acquisto di tutti i beni aziendali della società fallita. Che sono non soltanto il 49% del capitale sociale della TeAm (che equivale a 12.250 azioni), ma anche 882 azioni (anche in questo caso il 49%) dell’Alto Sangro Ambiente, un terreno agricolo nel comune crotonese di Roccabernarda e il polo tecnologico di Alli, a Catanzaro, dove sono in custodia giudiziale benne, escavatori, sollevatori, due autovetture, furgoncini, camion a rimorchio, autocarri, motrici tir con semirimorchi, trituratori rifiuti con nastro trasportatore, impianto di depurazione e trattamento percolato del valore di quasi un milione di euro, anche se il materiale va verificato.
Quanto all’aspetto più vicino ai destini teramani, ovvero il futuro della TeAm, le quote in vendita sono di tipo B, ovvero destinate a privati. Si è discusso nelle settimane addietro, quando ‘La Città’ anticipò l’interessamento dell’imprenditore Franco Iachini alla quota privata della partecipata comunale, sui progetti di trasformazione pubblica della TeAm del sindaco Gianguido D’Alberto. Che per percorrere questa strada avrebbe dovuto fare esattamente quello che adesso lista per perfezionare: rilevare le azioni private. La procedura pubblicata non permette, in linea generale, la prelazione sulle azioni Enertech all’Ente pubblico, ma il curatore in un successivo passaggio del bando prevede l’applicabilità dell’articolo 2741 del codice civile e l’articolo 106 comma 2 per una “sorta di diritto di prelazione”: il Comune, in presenza di offerte, può esercitare il diritto all’acquisto, sborsando la somma dell’offerta migliore; in assenza di offerte, la somma da versare è quella a base d’asta, ovvero 1,2 milioni di euro. Non sfugge però come sia una quantità di denaro ben lontana dalla valutazione approssimativa circolata nelle settimane addietro di circa 500mila euro fatta negli uffici di via Carducci e legata anche alle disponibilità di cassa. L’entità della base d’asta e i tempi ristretti per il pagamento fanno plausibilmente ritenere che, al momento, la trasformazione in società pubblica della TeAm può dirsi tramontata.
Il sindaco Gianguido D’Alberto, quale socio di maggioranza, potrebbe però ancora influire sulla vendita di queste azioni del privato: la cessione delle quote, dice la procedura competitiva, è comunque subordinata al preventivo gradimento del Comune di Teramo motivato con riferimento a obiettivi parametri di capacità imprenditoriale dell’acquirente stabiliti dall’assemblea dei soci. Parametri che peraltro, si legge ancora, non sono stati mai deliberati.
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