«Trasformiano il mercato coperto in un piccolo 'Mercado San Miguel'»

In consiglio la proposta 'madridista' di Torelli (Futuro In) sugli esempi simili della Boqueria di Barcellona e di Eataly a Roma
13 marzo 2014

TERAMO - No ad un altro insediamento della grande distribuzione in città a discapito dei piccoli commercianti. E' questa la richiesta che il consiglire comunale di Futuro In, Ezio Torelli, ha rivolto al sindaco Brucchi questa mattina nel question time, a proposito della proposta di riqualificazione che riguarda il Mercato coperto di piazza Verdi. Torelli ha invitato l'amministrazione comunale ad «avviare una discussione partecipata allargata, che stimoli la valutazione di ipotesi alternative e che salvaguardi l'esistenza dei piccoli commercianti, così come dei titolari di esercizi pubblici». E il consigliere comunale di area gattiana ha anche fatto un esempio: il mercato San Miguel a Madrid. Una realtà commeciale che è insieme mercato ma anche gastronomia, intrattenimento, tutela della tipicità. Angoli di vendita dei prodotti ortofrutticoli, alimentari, del pescato, e insieme anche 'corner' di degustazione e di ristorazione. Torelli è partito dall'idea di San Miguel ma in sostanza ha citato un esempio che ha avuto successo un pò dappertutto dove è stato pensato un insediamento del genere, vedi gli alti numeri di affluenza e di fatturato di centri-mercato tradizionali e non come la Boqueria sulle Ramblas di Barcellona o Eataly a Roma nella vecchia stazione Ostiense (come a Torino, Milano, Bari, Genova piuttosto che Bologna). Un'idea più vasta di mercato che darebbe tutela anche a quel commercio caratteristico e 'minore' tipico del vecchio mercato coperto, ospitato attualmente nel seminterrato, dei contadini che portano le loro primizie dalle campagne. «Intendo un nuovo polo del commercio - ha spiegato Torelli nel suo intervento - che mostri più attenzione verso i consumatori e che da questi ricevano più interesse». Il sindaco, nella sua risposta, si è detto disponibile a «valutare questa proposta, che può essere intesa come occasione di tutela del piccolo commerciante. Oggi - ha aggiunto Brucchi - il buon amministratore deve modificare lo sguardo verso il futuro ma una cosa è chiara: abbiamo bisogno del privato perchè il denaro dei comuni è agli sgoccioli».

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