Tre nuovi corsi e gli iscritti a quota 1.811: per festeggiare UniTe arriva il presidente Mattarella FOTO

Il rettore Dino Mastrocola traccia il bilancio del 2019 e illustra le novità del nuovo anno accademico che sarà inaugurato in grande il 10 febbraio
12 dicembre 2019

TERAMO - Due nuovi corsi di laurea, con la modifica di un terzo, e un trend di iscrizioni che supera il 15% della media nazionale, con 1.811 iscritti on-line: è il futuro, il 2020 dell'università di teramo, ii pezzo forte del bilancio che il rettore Dino Mastrocola disegna del'anno che sta per concludersi. Perchè a UniTe non si corre il rischio di essere noiosi e ripetitivi su quanto fatto e quanto si farà nei corridoi del Campus Saliceti. Il percorso di rilancio segnato da Luciano D'Amico, oggi prorettore emerito, viene riconosciuto e ringraziato dal successore Mastrocola con lo stesso linguaggio: un ateneo inclusivo, che guarda sempre di più all'internazionalizzazione, ma che continua a garantire novità e innovazione quale fucina formativa. Un ateneo che si sente grande da tempo e che come tale, dopo la visita del primo ministro Conte per chiudere il forum del Gran Sasso con i rettori africani, si prepara a ricevere quella del presidente della Repubblica: Sergio Mattarella sarà a Colleparco il prossimo 10 febbraio, per inaugurare l'anno accademico di UniTe.
Non è facile anche per la bravura degli esperti del Centro produzioni video della Fondazione UniTe (Gustavo Ferraioli, Sergio Pipitone, Sergio De Angelis e Andrea D'Amico) condensare in appena 16 minuti tutto il background di un'annata vissuta in Ateneo ma tant'è: per Mastrocola diventa poi facile sintetizzare come l'Università abbia lavorato per portare avanti il discorso di squadra e il lavoro sulla comunità, il territorio a cui rivolgere le politiche sociali nel vero senso di terza missione. In questo contesto non poteva mancare il ricordo a don Enzo Chiarini, la cui ong Dapadu, dalla parte degli ultimi, ha aperto la strada a quel gran figurone fatto da UniTe nel condurre le danze di un simposio di rettori africani unico in Italia e in Europa, che ha portato alla firma della 'Carta di Teramo: "E il nostro obiettivo - ha detto Mastrocola - è quello di aprire anche ai rettori del Mediterraneo e costituire il ponte con l'Africa e perchè no, ci piacerebbe anche che a breve ci fossero doppi titoli con università africane: non si tratta di assistenzialismo ma di ricevere tanto da queste realtà accademiche". Sul fronte stranieri, a proposito, che dire degli oltre 30 iscritti con laurea non italiana? "UniTe è fortemente radicata nei territori ma mantiene uno sguardo internazionale - ha aggiunto il Rettore -, gli stanieri stabilizzati sono caratteristica importante della nostra università. E per rendere visibile questo afflato d'oltre confine, pensiamo ad aggiungere al nostro 'Cielo d'Italia' che impreziosisce i nostri corridoi, anche a un 'Cielo d'Europa' che coinvolga i ceramisti europei".
Il primo obiettivo del 2020 è dunque il rafforzamento dell'offerta formativa: "Per la prima volta verrà lanciata una laurea triennale in Scienze Gastronomiche sostenibili, che oltre a corso di laurea tecnico-scientifico è anche culturale, umanistico, territoriale e turistico; ci sarà poi la laurea magistrale in italiano in Biotecnologie Avanzate e un cambiamento profondo per la laurea magistrale di Scienze della Comunicazione - ha concluso Mastrocola -, per renderla inclusiva anche per le corti di lavoratori. Ciò è possibile perchè adesso possiamo spendere 9 docenti per la triennale, 6 per una magistrale nelle Biotecnologie e appunto prevedere una rivisitazione di scienze della comunicazione per renderla più inclusiva, non più in lingua inglese, ma senza intaccare nostra vocazione per internazionalizzazione". Chiusura per quello che l'università rappresenta nell'impegno formativo sulla giustizia e legalità, sulle tematiche di genere e tra gli atenei sostenibili, con il master per l'energia e l'ambiente e pioneri nella vocazione plastic free, con la borraccia più bella tra le università italiane: "Abbiamo bandito l'io, utilizziamo sempre meno l'io - è stato il saluto di Mastrocola -".

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