Trovata la soluzione per i Prati di Tivo, arriva dall'ascolano. Riapertura anche con gestione diretta

Si lavora alacremente alla ricerca di chi voglia assumere la gestione degli impianti. Imprenditore alberghiero disponibile, a giorni la firma
12 gennaio 2019
TERAMO - Arriva da Ascoli la soluzione per i Prati di Tivo, per proseguire sulla strada del salvataggio in extremis della stazione sciistica del Gran Sasso. E’ ascolano infatti l’imprenditore turistico che ha manifestato il suo interesse a gestire gli impianti di risalita, mettendo una pezza all’improvviso e clamoroso rifiuto della Siget che dopo aver ottenuto la gestione, si è ritirata alla vigilia della riapertura della seggio-cabinovia. C’è un intenso lavoro attorno al problema, che potrebbe portare il presidente della Provincia, Diego Di Bonaventura, ad annunciare la firma sul nuovo contratto e qualcosa di più per il futuro dei Prati di Tivo. Dell’imprenditore si sa che ha interessi sull’Adriatico e in Trentino, dove gestisce struttura alberghiere e che guarderebbe alla stazione invernale teramana come prima pietra per altri eventuali investimenti. Potrebbe cioè mettere su quella filiera turistica che sarebbe investimento redditizio e volano per l’intera economia locale, qualora ci fossero amministratori intenzionati a puntare decisamente sul rilancio dei Prati di Tivo. Ma questo sembra essere dall’impegno che Di Bonaventura sta mettendo nell’operazione salvataggio.
Il buco lasciato dalla Siget ha fatto scendere in campo anche il Governatore Giovanni Lolli e l’assessore al turismo Giorgio D’Ignazio, che si stanno adoperando per favorire le condizioni di una conclusione positiva della vicenda. Le prossime ore saranno importanti per giungere alla conclusione dell’operazione, che proprio sul filo di lana condurrebbe alla riapertura della stazione per quanto riguarda l‘attività sciistica. Le operazioni di manutenzione all’unico impianto che sarà possibile aprire, la seggio-cabinovia della Madonnina, si concluderanno al massimo tra una settimana: i tecnici hanno lavorato per riconsegnare l’impianto a fune nel cosiddetto ‘assetto invernale’ e questo consentirà di salire con gli sci ai piedi e scendere alla stazione Intermedia, sfruttando il catino di discesa della pista omonima, ma anche poter sfruttare, se nelle condizioni giuste, anche la pista della Madonnina. Nei progetti del presidente della Provincia Di Bonaventura, il secondo passaggio sarà poi quello di bandire la gara per la gestione almeno decennale degli impianti, sperando che trovi soluzione l’ambizioso progetto di creare la cosiddetta ‘Pista di rientro’, già finanziata ma che necessita ancora di tutti i nulla osta necessari, che in un sol colpo potrebbe trasformare l’offerta di scenari per la discesa con gli sci di questo incantevole fazzoletto di montagna appenninica.
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