Tutti si dicono dalla parte dei lavoratori dell'Hatria. Lolli: «Convochiamo l'azienda martedì, questo territorio non può sopportare un'altra grossa mazzata»

Il vicepresidente della Regione, consiglieri regionali, sei sindaci e perfino il Vescovo all'assemblea aperta svoltasi dinanzi all'azienda. Brucchi: «Ho scritto alla De Micheli»
05 ottobre 2017

TERAMO - Fronte comune, a difesa non soltanto di 55 posti di lavoro, ma di un territorio e di una comunià già profondamente colpita nel tessuto sociale da sisma e calamità naturali. Lo hanno dimostrato questa mattina i rappresentanti di Regione, Provincia, Comuni e perfino il vescovo Michele Seccia, partecipando all'assembela aperta a difesa dei lavoratori Hatria, da due settimane in sciopero e alle prese con la completa chiusura dell'azienda nella trattativa sindacale, a circa una decina di giorni dalla scadenza della cassa integrazione a rotazione e le lettere di licenziamento. Il primo passo concreto, come richiesto dai lavoratori e dai sindacati territoriali Cgil e Cisl, lo ha annunciato  il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli: «Convocheremo martedì, assieme a Provincia e Comuni, l'azienda a cui spiegheremo che non deve discutere soltanto sl fronte sindacale ma rendere conto a un intero territorio che ne ha passate davvero tante e un'altra batosta non può sopportarla. Sono però preoccupato - ha aggiunto Lolli -, perche sono portato a fidarmi delle aziende che portano un piano industriale, che noi poi finanziamo quando credbile e serio. Io vorrei sentirmi tranquillo che anche qui possiano vedere un progetto per i prossimi anni. I dipendenti sono disponibili a rinunciare a parte del proprio salario per salvare il posto di lavoro e aiutare a crisi finanziaria dell'azienda, ma l'azienda deve togliere dal tavoli i licenziamenti». Il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi sottoporrà all'attenzione del neo commissario per la ricostruzione post sisma, De Micheli, la vicenda Hatria: «Chiederò ogni tipo di sforzo - ha detto il primo cittadino - perchè questo territorio deve ripartire dopo il terremoto e non può certo ripartire con 55 licenziamenti. E' una cosa gravissima che va sicuramente evitata». Alla manifestazione c'erano anche i consiglieri regionali Leandro Bracco, Giorgio D'Ignazio e Sandro Mariani, e oltre a Brucchi i sindaci di Bellante, Torricella Sicura, Notaresco, Castellalto e Penna Sant’Andrea.

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